La notte di Champions più bella. Quella che doveva esser, e così è stata. Con trame che solo le divinità calcistiche sanno bramare, tirar fuori, farne storia. E partiamo proprio dalla fine, dall’ultimissimo match delle 18 gare in contemporanea, per l’ultimissimo posto per passar dall’inferno al purgatorio playoff. Il Benfica di Mou strappa la 24° posizione all’ultimo respiro quando, sopra 3-2 sul Madrid, non era comunque abbastanza per scavalcare il Marsiglia per differenza reti: acquazzone a Lisbona, tutti in piedi, portiere che va a saltare (ripetiamo, sopra 3-2 sul Real, ndr) e segna proprio lui, Trubin, per la notte più bella delle aquile degli ultimi anni, forse la pagina più bella di Champions 25/26. Implode Mou, implode Lisbona: Real Madrid ai sedicesimi, come il PSG, come altre vittime illustri di prime otto posizioni che eccetto Bayern, Sporting last minute a Bilbao e Barcellona in rimonta col brivido sul Copenaghen narrano l’egemonia britannica: cinque regine d’Inghilterra direttamente agli ottavi, dall’Arsenal al Tottenham, passando per Liverpool e Manchester City ma soprattutto Chelsea, corsaro al Maradona 2-3 nonostante favola Vergara. Conte esce, 30° su 36, l’ennesima impresa della sua carriera europea (leggera ironia, ancora ndr). Italiane, a parte il Napoli, tutte ai playoff. Pure l’Inter che vince a Dortmund ma non basta: 2-0 con Dimarco e Diouf, chiusura al decimo posto, rimpianti per le ultime tre sconfitte europee. Come quella con l’Atletico che si suicida in casa col Bodo: storia al Circolo Polare Artico, fase ad eliminazione diretta della Champions League. Juve che non va oltre il pari a reti inviolate a Montecarlo, Atalanta addirittura sconfitta in casa dell’Union SG. C’è stato tanto, c’è stato tutto. E siamo solo all’inizio, è finita soltanto la prima fase. Se il buongiorno si vede dal mattino..

