NAPOLI – La notte dei sogni. La notte delle stelle. La notte più attesa, da quando è nata la nuova formula. Ormai alla seconda edizione, come la passata stagione, fine gennaio fa rima con verdetti definitivi. Forse una delle rivoluzioni più riuscite dall’Uefa che prevede per l’ultima serata della fase campionato tutte le 18 partite in contemporanea delle 36 regine che dipingono il quadro della Champions League 25/26. E allora verdetti, sì, ma solo alla fine di novanta minuti mozzafiato dove ogni minima deviazione su qualsiasi campo europea può cambiare in tempo reale piazzamenti, destini e sogni di popoli e tifoserie. Le prime otto volano direttamente agli ottavi di marzo, quindi sedici in Mesopotamia per il purgatorio dei sedicesimi/playoff a febbraio, dalla 25° all’ultima tutte a casa, eliminate, come noto non c’è più alcuna retrocessione in Europa League. Chi rischia seriamente è il Napoli di Conte, tra i deludenti cronici risultati di un tecnico che in sala stampa parla e attacca Spalletti e che sfrutta una rosa oggettivamente martoriata da infortuni (chissà, lui responsabile?) per glissare sulla concreta possibilità d’eliminazione senza nemmeno afferrare i playff. Stasera Chelsea al Maradona, una delle quattro sfide delle italiane: l’Inter a Dortmund cerca gli ottavi che rischiano d’esser scrivolati via, la Juve a Montecarlo per mantenere playoff sognando qualcosa di più, l’Atalanta ambisce eccome in Belgio con l’Union SG. Arsenal, Bayern e Real Madrid sono già agli ottavi, ma rischiano tante grandi: c’è il Tottenham che a Francoforte rischia di far saltar il panco a tante, se vince. Quindi Man City, PSG, Altetico col rischio sedicesimi. Notte di emozioni, notte da coppe.. e di campioni.

