VITERBO – La Città dei papi rafforza la propria vocazione storica e guarda a una promozione turistica più strutturata. La quarta commissione consiliare ha infatti approvato l’adesione del Comune alla Dmo “Luoghi del Medioevo”, una rete nazionale che riunisce città accomunate da un patrimonio medievale di primo piano.
L’ingresso nella Destination management organization segna un passaggio significativo: non si tratta di semplice promozione, ma di un modello di gestione integrata della destinazione turistica, che punta a coordinare accoglienza, servizi, valorizzazione culturale e strategie di marketing territoriale. Un approccio pensato per superare iniziative episodiche e costruire un’offerta coerente e riconoscibile nel tempo.
A illustrare il senso dell’operazione è stata la sindaca Chiara Frontini, che ha definito la Dmo “un esperimento nazionale molto interessante” e una scelta in continuità con un percorso avviato già negli anni scorsi. Viterbo, del resto, ha avuto un ruolo attivo fin dalle prime fasi del progetto, nato su impulso del Comune di Pistoia e poi esteso a diverse regioni italiane. Per due anni la città dei papi è stata anche capofila dell’associazione, prima del passaggio di testimone a Fermo.
Il passaggio alla forma di Dmo, più strutturata sul piano giuridico e operativo, viene letto dall’amministrazione come un modo per dotarsi di strumenti più efficaci. La quota di adesione per il Comune sarà di 2mila euro annui, un investimento considerato contenuto a fronte di un progetto che può contare anche sul patrocinio di Enit.
Durante la discussione non sono mancate richieste di chiarimento. La capogruppo di Fratelli d’Italia, Laura Allegrini, pur esprimendo apprezzamento per l’idea di fare rete tra città medievali, ha chiesto maggiori dettagli sulla composizione della Dmo e sul ruolo dei soggetti privati coinvolti.
Sul punto la sindaca ha ricordato che, secondo la normativa regionale, le Dmo nascono come partenariati pubblico-privati. Nel caso specifico, la componente privata nel direttivo è rappresentata da Archeoares, società già attiva nella gestione dei poli museali viterbesi, insieme all’associazione “Luoghi del Medioevo”.
Con questa adesione Viterbo entra in una rete che comprende già realtà come Narni, Tarquinia e Soriano nel Cimino. Una scelta che, se accompagnata da criteri chiari e da un controllo attento dei contenuti, potrebbe trasformare il patrimonio medievale cittadino in una leva stabile di sviluppo turistico e culturale, evitando derive folkloristiche e iniziative improvvisate.

