Civitavecchia – Nasce il comitato cittadino contro il biodigestore
Cronaca
29 Gennaio 2026
Civitavecchia – Nasce il comitato cittadino contro il biodigestore
Secondo il comitato, non è accettabile compensare l’impatto ambientale con eventuali riduzioni tariffarie o altri benefici economici

CIVITAVECCHIA – È stato costituito ufficialmente lunedì sera, nella sala del Villaggio del Suono al Villaggio del Fanciullo, il comitato cittadino “Fermiamo il biodigestore”. Alla prima assemblea, molto partecipata, hanno preso parte numerosi cittadini insieme a rappresentanti di forze politiche, sindacali e associative del territorio.

Il comitato esprime una netta opposizione al progetto dell’impianto proposto, che prevede il trattamento di circa 120mila tonnellate annue di rifiuti organici. Secondo i promotori, si tratterebbe di un’infrastruttura con un impatto estremamente rilevante sul territorio, destinata a produrre decine di migliaia di tonnellate di compost, milioni di metri cubi di biogas e significative quantità di anidride carbonica, con conseguenze ambientali ritenute incompatibili con il futuro della città e delle nuove generazioni.

I promotori del comitato chiariscono fin da subito la linea adottata: l’adesione richiede una posizione netta e senza ambiguità. Non sono previste mediazioni o compromessi, né per i cittadini né per le istituzioni chiamate a esprimersi sul progetto.

Secondo il comitato, non è accettabile compensare l’impatto ambientale con eventuali riduzioni tariffarie o altri benefici economici. La salute pubblica, sostengono, non può essere oggetto di scambio. Viene inoltre evidenziato come l’impianto tratterebbe una quantità di rifiuti ampiamente superiore a quella prodotta localmente: a fronte di circa 10mila tonnellate annue di rifiuti organici generate da Civitavecchia, il progetto comporterebbe l’arrivo quotidiano di decine di camion, con un traffico stimato in circa 70 mezzi al giorno.

Il progetto, attribuito a una società privata, viene descritto come finalizzato prevalentemente al profitto, con scarsa ricaduta occupazionale sul territorio, dal momento che l’impianto sarebbe basato su processi fortemente automatizzati. Per il comitato, si tratterebbe dell’ennesima servitù ambientale destinata a gravare sulla città.

La contrarietà al biodigestore si accompagna però a una proposta alternativa: un impianto pubblico di compostaggio aerobico, di dimensioni contenute e calibrato sulle reali esigenze del territorio, finalizzato alla chiusura locale del ciclo dei rifiuti. Una soluzione che, secondo quanto emerso, sarebbe già in fase di valutazione da parte dell’attuale amministrazione comunale.

Il comitato si presenta come una realtà aperta, con l’obiettivo di informare la cittadinanza sui motivi del no al biodigestore, sui costi ambientali ed economici di questo tipo di impianti per le comunità ospitanti e sulle alternative praticabili. Per i promotori, la posta in gioco è alta e riguarda il futuro stesso di Civitavecchia.

L’assemblea si è conclusa con l’impegno a riconvocarsi a breve presso l’aula Pucci, con l’intento di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere tutti coloro che intendono impegnarsi nella difesa del territorio.