Nel deserto all’ultimo respiro – Contestazione a Ponte Milvio, silenzi e rigorini: Lazio-Genoa 3-2
Sport
30 Gennaio 2026
Nel deserto all’ultimo respiro – Contestazione a Ponte Milvio, silenzi e rigorini: Lazio-Genoa 3-2

ROMA – In un silenzio più inverosimile che paradossale la Lazio batte 3-2 il Genoa all’ultimo respiro in una gara in cui sì, i tre punti saranno andati a Sarri e gruppo squadra, ma ad aver perso è forse proprio la società biancoceleste. I tifosi non sono entrati, la Curva Nord non è entrata: diretta a Ponte Milvio dalle prime ore della serata, mentre la partita scorrevano i cori riecheggiavano sempre più forti. E quindi striscioni di contestazione alla proprietà a gogò, fumogeni, bandiere e stendardi. Il cuore pulsante biancoceleste stasera era fuori dall’Olimpico, all’interno del quale pochi intimi e soltanto 5000 tagliandi venduti (diversi dei quali, tra l’altro, sostenitori genoani). “Sognare non è reato” reciterà soltanto il primo emblematico degli striscioni a Ponte Milvio. In secondo piano c’è stato campo. Una parvenza di Lazio, una parvenza di calcio. Cuore e orgoglio di squadra vivissima, quella di De Rossi, che va sotto 2-0 ma sempre in piena ripresa rimonta 2-2 con Malinovskyi e Vitinha; plauso in un contesto del genere, senza sostenitori e silenzio surreale anche alla Lazio di Sarri, che nonostante viavai e porte scorrevoli sul mercato ha il merito di non demordere e vincerla all’ultimo respiro, ancora su rigore, con cuore Cataldi. Già, su rigore, perché anche in un contesto del genere e senza sostenitori riesce anche in campo a dare il peggio di sé: walzer di rigori e rigorini, tre falli di mano, calcio italiano e l’episodio che ribalta e conduce ogni aspetto tecnico, oggi in secondo piano. Cinque gol nella ripresa, tre rigori. Incredibile ma vero.