ROMA – Era lo scorso 24 gennaio quando Bruno Gagliano – in arte Kastadiva – storica drag queen del panorama romano e protagonista delle serate al Muccassasina, era stato trovato morto sul balcone di una condomina in via Apiro, in zona Colle Salario.
Bruno Gagliano era precipitato dalla finestra del suo appartamento al nono piano e si era schiantato nel balcone sottostante.
Una morte che ha destato profondo cordoglio in tutta la comunità Arcobaleno e nell’ambiente Lbgbtq+ dove Kastadiva era molto conosciuto.
All’indomani della tragedia, la sorella Gemma Chiara Gagliano si è prodigata nell’avviare una campagna di raccolta fondi su Gofundme per i funerali e per il rientro della salma in Sicilia.
Questa la dicitura
“Ciao, abbiamo avviato questa raccolta fondi per sostenere le spese necessarie al rientro della salma da Roma ad Alcamo, affinché possa tornare nella sua terra e ricevere l’ultimo saluto dai suoi affetti. Ogni contributo, anche piccolo, sarà di grande aiuto in questo momento così difficile. Se non potete donare, vi chiediamo per favore di condividere questa iniziativa. Grazie di cuore a tutti per il sostegno, la vicinanza e l’affetto.”.
Un’iniziativa che ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto per il reiterato aumento della somma da raccogliere.
Tra i primi a denunciare la scarsa trasparenza della campagna, la nota agenzia funebre Taffo che, sui suoi canali denuncia: “Poiché il tetto era stato fissato a 7mila euro e poi una volta raggiunto è stato aumentato a 11mila euro e poi a 20mila euro e dato che per trasportare una salma non ci vogliono tutti questi soldi, (sapete, ce ne intendiamo) vorremmo sapere a chi servono visto che Bruno non c’è più”.
Considerazioni che fanno riflettere anche perchè Bruno aveva lamentato molto spesso, sui social, l’assenza dei familiari nella sua vita.


