CHIAVARI – Il paradosso è che alla fine, i rimpianti, sono tutti dell’Entella. Incredibile ma vero, in Liguria. Il Frosinone di perder proprio non ne vuole sapere. Anche nelle giornate più oscure, più difficile, più sfortunate. A Chiavari è uscita forse la versione peggiore dei giallazzurri, una squadra per un’ora sostanzialmente mai pervenuta, nonostante la folta presenza della fedelissima e lanciatissima tifoseria ciociara al seguito. Un Frosinone che si sveglia soltanto nel finale, dopo aver incassato il vantaggio dell’Entella firmato Cuppone, così come tre legni, tra pali e traverse. Ma la Virtus non la chiude, sette vite quelle d’Alvini e alla fine il jolly lo pesca l’ultimo arrivato, quel Fiori, scommessa già vinta, fin qui. Nella versione peggiore, comunque un punto prezioso, per come s’erano messe le cose. Una gara che deve saper da lezione, comunque. Perché il Frosinone l’ha sfangata, senz’altro, con un altro punto prezioso in extremis come la gloriosa zuccata targata Monterisi a Monza. Sì, ma la B è la B e le insidie sono ovunque. Soprattutto perché i punti che scotteranno di più sono quelli all’immediato orizzonte. Applausi all’Entella, che in casa ha costruito il suo fortino con 18 punti conquistati su una classifica che ne recita 21 (e che ai punti avrebbe meritato di vincere, considerando mole di gioco e occasioni costruite, un successo che avrebbe consentito ai liguri di scappare dalle torbide acque playout in cui invece restano impelagati), e questo weekend dominando la capolista ha spiegato perché. Il Frosinone paga comunque il primo posto: la capolista è adesso il Venezia, che ha vinto 2-1 sulla Carrarese. Se domenica Monza sbanca Padova, torna a due punti. La promozione è un sogno da cullare in un percorso lunghissimo. Altro che specchiarsi, la strada è ancora tanta.

