Nella storia stavolta ci finisce Carlos Alcaraz. Punto esclamativo clamoroso del numero uno al mondo 2025, che battezza il 2026 con un manifesto di straordinarietà planetario. Suoi, per la prima volta in carriera, pure gli Australian Open. Battuto in una battaglia di oltre tre ore quella leggenda di Nole Djokovic, che in semifinale avevamo tutti applaudito per l’impresa a quasi 39 primavere su Sinner. Jannik che abdica, dunque, al rivale generazionale di questi anni.
A Melbourne una straordinaria rimonta di Alcaraz, che cresce e sale in corso d’opera sferrando colpi del suo miglior tennis, una macchina potentissima. Finisce tre set ad uno per lo spagnoli, che si impone così: 2-6, 6-2, 6-3, 7-5. Un successo che significa tanto, perché trasporta Carlos nella storia. Diventa infatti il più giovane di tutti i Major, centrando così il Career Grand Slam. Era l’unico slam che gli mancava: inarrestabile, s’è preso pure questo a soli 22 anni.
Come lui solo Djokovic ed i due Re, Nadal e Federer, nel nuovo millennio. Sinner, per esempio, ancora non è riuscito a completare quest’impresa. In totale è quindi il settimo Slam in carriera per Alcaraz, che spedisce un messaggio al Pianeta, rinforza e blinda sin da subito la prima posizione, e brinda al 2026 come meglio non avrebbe potuto. Trionfo spagnolo, alla Rod Laver Arena.

