MILANO – Primo febbraio. Domani si chiude il mercato di riparazione invernale. Giro di boa superato e metà stagione, quella decisiva, ancora tutta da giocare. In Serie A, fin qui, nemmeno troppi cambi in panchina. Hanno cambiato con successo Genoa e soprattutto Juve, abbracciando De Rossi e Spalletti. Stessa sorte naturalmente all’Atalanta, con l’avvicendamento di Palladino al posto di Juric. Non si può dir lo stesso a Firenze, con Vanoli al posto di Pioli ma Fiorentina ancora impelagata nelle torbidissime acque che specchiano la B. Nessuno ha scelto di cambiare ad inizio gennaio, nessuno se masticava dubbi ha optato per cambiar subito ad inizio anno per consegnar la possibilità al nuovo tecnico di costruir la squadra su nuove richieste. L’aspetto curioso, e la notizia, è che adesso cambiano in due, proprio a fine mercato. Una sicuro, l’altra probabilmente. Se sono infatti ore di riflessione a Verona sul futuro di Zanetti dopo la sconfitta di Cagliari (scontro diretto scivolato via in maniera pesantissima, 4-0 in Sardegna), a Pisa la decisione è stata invece definitivamente maturata: fuori Gilardino. Paga tanto, forse troppo. Parliamo delle ultime due della classe, 14 punti a testa a chiudere la classifica. Gila non aveva un organico per reggere la categoria, con ogni probabilità. A gennaio sono arrivati investimenti, ma non gli è mai stato dato il tempo materiale di applicarli. Allenatore validissimo, che ha accettato una mission impossible e adesso evidentemente paga per tutti. Per l’immediato futuro nerazzurro c’è un nome in testa: Marco Giampaolo. Ore decisive, può già insediarsi in serata.

