COMO – Il mondo del calcio è il lutto per la prematura scomparsa di Nicolas Giani. Un dramma vissuto negli ultimi anni che è confluito ieri sera nella notizia più tragica e temuta: s’è spento a soli 39 anni.
Un centrale di provincia vecchio stampo amatissimo dalle tifoserie. Nato nel comasco, cresciuto nelle giovanili dell’Inter, non arrivò mai a debuttare in prima squadra ma costruì una carriera nelle leghe inferiori che per un bel decennio abbondante lo proiettarono tra i difensori più quotati di categoria. Non solo Vincenza e Perugia, l’apice della sua carriera a Ferrara: fu perno, leader e colonna portante della doppia storica promozione estense dalla C alla A a cavallo del 15/17. Non assaggiò mai quella massima serie, la terra promessa: ripartirì da La Spezia, Feralpì fino a chiudere col Desenzano, quando scoperta la drammatica malattia fu costretto ad appendere gli scarpini al chiodo.
Entrato nel cuore di città e tifoserie, numerosi gli striscioni che negli ultimi mesi gli erano stati dedicati, quelli per mostrare tutta la vicinanza dalle realtà che ha difeso, incarnato, onorato. All’improvviso s’è aggravato, e non c’è stato più niente da fare. Fino a ieri sera, quella drammatica e tragica notizia che ha scalfito i cuori del calcio italiano: lascia la moglie Racula e la figlietta Bianca. Una di quelle notizie che mai avremmo voluto raccontare.

