FROSINONE – Si chiude con serenità il mercato invernale del Frosinone. Alla fine di un weekend forse col senno di poi frastornante, frustrante. Perché per quanto questi giallazzurri vantino sette vite, il punto di Chiavari diventa amaro, per il colpo grosso del Monza sul Padova. Adesso è corsa a tre, sì, ma in pochissimi punti. E soprattutto pesa a livello mediatico aver perso la testa della classifica.
Avrebbe voluto un centrocampista in più da regalare ad Alvini, nelle ultime di mercato, la dirigenza giallazzurra. Il nome per tutte le ore della giornata è sempre stato quello di Ignacchiti dell’Empoli, altra linfa che poteva servire energia e risorse al centrocampo, quella carta in più potenzialmente utilissima proprio nel calcio “alviniano”, forte in transizione. Non è stato così. Alla fine non s’è più trovato l’accordo, il tempo stringeva, e le società hanno preferito lasciar perde anche perché l’Empoli era impegnato su tanti altri fronti.
Alla fine però è stato effettuato il colpo più importante. Già, perché come tale va trattato. Il Frosinone ha dimostrato d’esser grande club. E’ riuscito a trattenere nonostante forte pressing del Celtic uno dei pezzi più incisivi, decisivi e di maggior spicco: Ghedjemis. Resta in Scozia. Almeno fino a giugno. Stirpe ancora una volta è stato forte e di parola: il Frosinone non vende pezzi del genere in piena corsa. Prima un finale di stagione per coronare il sogno del ritorno in A, poi si vedrà.

