UDINE – Tutt’altro che la performance più brillante dell’anno. Anzi, forse una delle più negative. Senz’altro mesta, incolore, come quel settore ospiti, amaramente deserto. Senza i suoi tifosi la Roma si perde .. e perde in Friuli. Vittoria dell’Udinese nel Monday Night del turno che abbracciava la fine del calciomercato di riparazione in entrata: ultimo squillo Zaragoza, ma forse troppo tardivo, frizzanti ali del genere avrebbero fatto comodo eccome in serate come questa. Malen risente dell’assenza di Dybala, la manovra è lenta e prevedibile: la Roma non gira. Soulé si incaponisce, Pellegrini solito compassato, dalle corsie esterne nessun sussulto ed in mezzo al campo manca un motore propulsore come Kone. Se in più a queste già lunghissime premesse aggiungiamo interpretazione sbagliata e mordente nettamente più udinese, il resto è fatto: sblocca il solito Ekkelenkamp, motore bianconero, la Roma non riesce più a rispondere. Incolore, dall’inizio alla fine. Roma nervosa, inefficace, spenta. Non s’accende tecnicamente nessuno. Scivolano via punti pesanti. Fatiche europee, assenze e Roma, ancora, palesemente in costruzione. Sconfitta pesante, perché considerando gli altri risultati i giallorossi si fanno scavalcare dalla Juve di Spalletti che vola: per la corsa al quarto posto adesso siamo 54 a 45 per i bianconeri. Nulla è precluso, ma sicuramente serata che alimenta riflessioni.

