di Simona Tenentini
FUNES – Proseguono alacremente, nonostante le forti nevicate, le ricerche di Huang Peng, lo studente cinese partito da Viterbo e avvistato l’ultima volta il 20 ad Ortisei, sulle Dolomiti.
Dopo le prime zone battute in Val Gardena, ora le squadre di soccorso si sono spostate a Funes, nel punto di partenza riportato sulle mappe di Google scoperte sul suo cellulare dagli amici.
Ecco quanto riporta, al riguardo, il quotidiano tedesco quotidiano Dolomiten.
“Sabato a Funes è stata effettuata una massiccia operazione di ricerca di un cittadino cinese. Sono stati coinvolti il Soccorso Alpino CNSAS di Funes, il Soccorso Alpino BRD di Bressanone e il Soccorso Aereo Aiut Alpin.L’operazione di ricerca è iniziata con una segnalazione dei Carabinieri al Soccorso Alpino di Funes. Secondo la segnalazione, il 28enne si trovava da tempo da solo in Alto Adige. L’ultima volta era stato alloggiato in una struttura di Ortisei. È stato visto l’ultima volta il 26 gennaio nella zona di Malga Geisler di Funes; da allora non si sono più avute sue tracce.L’operazione di ricerca è stata condotta in stretto coordinamento tra il Soccorso Alpino di Funes, il Soccorso Alpino di Bressanone e l’Aiut Alpin.
Nonostante l’impiego di termocamere, droni e unità cinofile, l’uomo non è stato trovato. Anche il dispositivo di ricerca RECCO dell’Aiut Alpin si è rivelato inutile.Le ricerche sono proseguite fino al pomeriggio. Poi, il soccorso alpino ha ricevuto un’ultima segnalazione. Alcuni turisti tedeschi hanno dichiarato di aver visto nuovamente l’uomo il 26 gennaio, giorno della sua scomparsa, alle 15:00, mentre scendeva a valle nei pressi dell’albergo “Waldschenke”. Si presume quindi che abbia nuovamente lasciato la zona di Funes.”
Huang Peng, tra l’altro, nella foto scattata dai turisti tedeschi sembra essere senza pantaloni.
Così motivano i suoi amici la sua idea del viaggio sulle Dolomiti:
“Huang Peng è un ragazzo che ama profondamente la montagna, questo può spiegare anche la sua scelta di andare nelle Dolomiti – È nato e cresciuto tra le montagne e, inoltre, il suo percorso universitario sembra essere legato proprio all’ambiente montano.”

