ITALIA – Nuovo ostacolo sul cammino politico di Roberto Vannacci. Il generale non potrà utilizzare il nome “Futuro Nazionale” per il suo movimento perché il marchio risulta già registrato da anni. La denominazione, infatti, è stata depositata nel 2010 e ufficialmente registrata nel febbraio 2011 presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi.
A effettuare la registrazione fu Riccardo Mercante, promotore finanziario di Giulianova, che in seguito intraprese un percorso politico culminato con l’elezione al Consiglio regionale dell’Abruzzo nelle fila del Movimento 5 Stelle. Mercante, che ricoprì anche il ruolo di capogruppo pentastellato, è scomparso prematuramente nel 2020, all’età di 50 anni, in un incidente stradale.
Dopo la sua morte, la titolarità del marchio è confluita nell’asse ereditario ed è oggi detenuta dalla compagna e dai due figli. Questo significa che, per poter utilizzare il nome “Futuro Nazionale”, Vannacci dovrebbe ottenere il consenso degli eredi o avanzare una proposta economica per l’acquisto del marchio.
Il nome scelto dal generale è stato depositato lo scorso 24 gennaio presso l’ufficio europeo dei brevetti, ma non risulta registrato e difficilmente potrà esserlo proprio per la preesistenza della titolarità. Un ulteriore fronte si è aperto con la diffida presentata dall’editore Francesco Giubilei, che contesta anche una presunta somiglianza grafica con il marchio del suo movimento “Nazione Futura”.
Diversa sorte ha avuto invece un altro simbolo riconducibile a Vannacci: “Il mondo al contrario”, registrato come marchio politico nel marzo 2025 e legato all’omonimo libro che ha garantito al generale introiti rilevanti.
Secondo quanto dichiarato al Parlamento europeo, Vannacci ha incassato circa un milione di euro in diritti d’autore tra il 2023 e il 2024 grazie al volume, diventato un caso editoriale. Entrate che si aggiungono a un patrimonio immobiliare consistente, composto da diversi immobili tra Viareggio e la Sardegna, in parte ereditati dai genitori e in parte acquistati negli anni.
Risorse economiche che, almeno sul piano finanziario, non rappresentano un limite. Resta però aperta la questione del nome: senza un accordo con gli eredi Mercante, il progetto politico del generale sarà costretto a presentarsi con un’altra denominazione.

