di Simona Tenentini
CAPRAROLA – “La fatica di crescere”: a Caprarola un viaggio nella vita degli adolescenti con il presidente Rocca.
Si è tenuto stamattina, presso le Scuderie di Palazzo Farnese, il convegno sul disagio giovanile e le strategie di prevenzione promosso dalla Asl di Viterbo.
Al centro del dibattito, con autorevoli esperti, l’indagine sugli stili di vita giovanili condotta, nel 2025, su un campione di oltre 7.000 studenti delle scuole medie e superiori della provincia di Viterbo.


Il Progetto Selfie ha offerto un quadro articolato dei comportamenti, delle fragilità e dei bisogni emergenti delle nuove generazioni, della loro “fatica di crescere” e della difficoltà di trovare un ruolo nella società, in particolar modo nell’era post-Covid caratterizzata dall’aumento di problematiche come i disturbi alimentari.
All’incontro, che ha visto la partecipazione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, sono intervenuti il direttore generale della Asl di Viterbo Egisto Bianconi, il direttore della Direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria, Andrea Urbani, il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Nicola Ferrarini, la direttrice del Dipartimento di Salute mentale, Cristiana Morera, oltre ai rappresentanti del mondo accademico e del terzo settore Salvatore Regoli, Marcello Esposito e Franco Taverna, partner scientifici e sociali del progetto.
Preoccupa, nell’indagine, l’emersione di alcuni dati di particolare rilievo per la provincia di Viterbo: una crescente difficoltà, soprattutto tra gli studenti delle scuole medie, nella gestione del rapporto tra vita online e offline; l’incontro con persone conosciute sul web riguarda il 23% degli studenti delle medie e sale al 43% alle superiori; l’uso intensivo di chat e social network aumenta con l’età.
Preoccupano inoltre alcuni indicatori di disagio emotivo, come il ricorso all’alcol come strumento di gestione delle emozioni e la presenza di comportamenti autolesivi, segnalati dal 25% degli studenti delle scuole medie. “La ricerca Selfie – ha dichiarato il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi – rappresenta uno strumento di conoscenza fondamentale per il nostro territorio. I dati raccolti ci restituiscono un’immagine complessa dell’adolescenza, fatta di risorse ma anche di segnali di fragilità che richiedono risposte tempestive e coordinate. Come azienda sanitaria abbiamo il dovere di trasformare queste evidenze in azioni concrete, rafforzando la prevenzione e sviluppando servizi sempre più aderenti ai bisogni reali dei ragazzi e delle loro famiglie”. Nel corso dell’evento è stato ribadito il valore della collaborazione tra sistema sanitario, scuola, istituzioni regionali e terzo settore, quale condizione essenziale per affrontare in modo efficace il tema del disagio giovanile.
“Attraverso Selfie – ha aggiunto il direttore generale della Asl viterbese – abbiamo chiesto direttamente ai ragazzi di raccontarsi: le loro abitudini, le loro paure, le loro risorse, i loro bisogni. Da questo lavoro nascerà un libro, che condivideremo con le istituzioni, le scuole, le associazioni, i decisori politici. Sarà un’occasione di confronto con la società civile, con il mondo educativo, con il terzo settore, con le famiglie, con le amministrazioni locali. Perché nessuno, da solo, può rispondere a queste sfide”.
“Il disagio dei ragazzi deve essere compreso – ha concluso il presidente Rocca – perchè la loro fatica di crescere viaggia di pari passo con la nostra difficoltà di capire determinati segnali, anche per l’uso di strumenti comunicativi differenti.
In quest’epoca si assiste ad un salto comunicativo che non si era mai verificato prima e il ruolo della politica deve essere proprio quello di anticipare i cambiamenti, poichè non possiamo affidare al caso il futuro dei nostri figli” .

