BERGAMO – Alla Juve devi vincere. Non è l’ultimo arrivato, non è uno qualunque, lo sa senz’altro pure uno dei tecnici più illuminati del nostro calcio degli ultimi venti anni. Luciano Spalletti. Ecco perché, con una corsa Scudetto obiettivamente irrealistica e la stessa voglia di stupire in Champions ma sapendo di affrontare alla lunga corazzate ed istituzioni europee più attrezzate, la Coppa Italia non può mai esser messa da parte. Specialmente quest’anno. E qual miglior modo di tornare a vincere veramente, a sollevare trofei, che magari di fronte ai rivali di sempre in finale? Ma soprattutto qual miglior modo di far centro e conquistare definitivamente i tifosi bianconeri? Luciano ne ha viste e vissute tante, troppe. E se ha scelto la Vecchia Signora, lo sa. Dal suo avvento, davanti ad una società che in piena metamorfosi cerca risponde ed in questi anni presentava una rosa piena di problemi e costruita con diversi errori, la Juve ha cambiato marcia. Identità. Vince, lotta, ma soprattutto sorprende. Perché diverte. C’è sempre lui dietro l’intuizione di McKennie, dietro quanto e come Kalulu viene su, dietro la miglior versione di Yildiz e Thuram. Ma stasera, secondo quarto di finale di Coppa Italia dopo il successo dell’Inter sul Toro di ieri, il banco di prova è di quelli complicatissimi. Un’eliminazione, anche a livello mediatico così come quello ambientale, macchierebbe quanto di buono fatto fin qui. Lo stesso momento, soprattutto, che vive la Vecchia Signora, vincente e convincente 4-1 a Parma. Ma non sarà semplice passare questo quarto di Coppa Italia, forse il più prestigioso. Davanti una Dea ancora col dente avvelenato per quella finale persa a Roma nel 2024, una Dea che nel proprio fortino cercherà un’altra notte di emozioni bergamasche. Un’Atalanta che soprattutto, da quando Palladino è subentrato a Juric, ha trovato una solidità non indifferente, determinante per rilanciare le proprie ambizioni in campionato e continuare a farsi strada su tutti i fronti. Certo, è partito Lookman, ma la sua era a Bergamo era già conclusa, sostanzialmente dall’estate scorsa. Oggi il presente si chiama Jack Raspadori, che ha scelto Bergamo davanti ad altre richieste altrettanto blasonate: un colpo che dipinge oggi la dimensione nerazzurra. Con grande ambizione c’è una semifinale in palio. E Spalletti effettivamente qualche problemino lo nutre: dubbio Yildiz, convocato sì ma più fuori che dentro. Meglio non rischiare, col derby d’Italia all’immediato orizzonte. Alle 20.45 il fischio di inizio, una gara che per molti aspetti diventa già snodo determinante della stagione di entrambe le protagoniste. Tanti spunti, duelli, tattica. C’è tanto. Calderone rovente, stasera, quello di Bergamo.

