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5 Febbraio 2026
Da Bonzi a Tomba fino ai quattro di Milano-Cortina: la storia dei portabandiera
MILANO (ITALPRESS) – In principio fu Leonardo Bonzi. Nel 1924, alla prima edizione dei Giochi Olimpici invernali di Chamonix, il bobbista milanese ebbe l’onore di portare il tricolore nella cerimonia d’apertura, dando inizio a una tradizione che attraversa quasi un secolo di sport azzurro. Negli anni ’50 e ’60, i portabandiera italiani riflettevano le stelle delle rispettive discipline, ma furono gli anni ’80 e ’90 a segnare un periodo d’oro per gli sport invernali italiani. Paul Hildgartner, leggenda dello slittino, fu portabandiera a Sarajevo 1984 e Calgary 1988, incarnando tecnica e continuità sportiva. Negli stessi anni, Alberto Tomba diventò il volto dello sci alpino, simbolo di carisma e successo, capace di catturare l’attenzione globale. Nel nuovo millennio, i portabandiera sono stati scelti per combinare performance e visibilità. . A Salt Lake City 2002 fu Isolde Kostner, a Torino 2006 la giovane Carolina Kostner. Più recentemente, a PyeongChang 2018 e Pechino 2022, Arianna Fontana e Michela Moioli hanno portato il tricolore, con Fontana prima donna dello short track a ricevere questo onore e Moioli simbolo dello snowboard. Milano Cortina 2026 segna un’innovazione storica: per la prima volta quattro portabandiera, due donne e due uomini, guideranno la delegazione in sedi diverse. A Milano sfileranno Arianna Fontana (short track) e Federico Pellegrino (sci di fondo) mentre a Cortina d’Ampezzo toccherà a Federica Brignone (sci alpino), e Amos Mosaner (curling).

gm/gtr