ROMA – È finito sotto indagine Gennaro Capo, già prefetto di Viterbo e oggi direttore centrale dei servizi per l’immigrazione e l’asilo del ministero dell’Interno, nell’ambito di un’inchiesta sui bandi per l’accoglienza dei migranti gestiti dalla prefettura di Rieti. Le contestazioni fanno riferimento al periodo in cui Capo era alla guida dell’ufficio reatino.
L’indagine, condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura europea (Eppo), riguarda presunte irregolarità nelle procedure di affidamento dei servizi di accoglienza e un possibile uso non corretto di fondi comunitari. In totale gli indagati sarebbero sei, chiamati a rispondere, a vario titolo, dell’ipotesi di turbativa d’asta.
Secondo quanto emerso, i fatti contestati risalirebbero agli anni compresi tra il 2021 e il novembre 2023. Nel mirino degli investigatori affidamenti per circa 1,6 milioni di euro a favore di due cooperative riconducibili allo stesso soggetto, che – stando agli accertamenti – non avrebbero posseduto alcuni requisiti previsti dalla normativa, come l’anzianità nel settore e la regolare presentazione dei bilanci.
Nello stesso filone d’inchiesta risultano coinvolti anche l’attuale viceprefetto vicario di Rieti, Luisa Cortesi, e un’imprenditrice. Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato un utilizzo improprio di parte delle risorse europee destinate all’accoglienza, impiegate per spese non riconducibili ai servizi previsti.
Nel corso delle indagini sono state eseguite perquisizioni e acquisizioni di documentazione, oltre alla notifica degli avvisi di comparizione davanti ai magistrati della Procura europea.
Capo, nominato prefetto nel 2017, ha guidato in passato le prefetture di Oristano, Rieti e Viterbo. Nel luglio 2025 il suo nome era stato indicato dal governo in consiglio dei ministri.

