Ambiente: qualità dell’aria nel Lazio, a Roma e Frosinone livelli inquinamento ancora critici
Ambiente, Cronaca, Energia e ambiente
9 Febbraio 2026
Ambiente: qualità dell’aria nel Lazio, a Roma e Frosinone livelli inquinamento ancora critici

ROMA- Non migliora la qualita’ dell’aria a Roma e Frosinone, mentre a Rieti e Viterbo non ci sono criticita’. E’ quanto emerge dal rapporto nazionale “Mal’Aria di Citta’”, pubblicato da Legambiente con i dati 2025, dell’inquinamento da polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e biossido di Azoto (NO2) in tutti i capoluoghi italiani, dal quale emerge, in generale, un significativo miglioramento rispetto all’edizione precedente del report. La situazione nel Lazio vede Roma ancora nella top ten delle peggiori citta’ per concentrazione di NO2, settima peggior citta’ come lo scorso anno, con una media annua di 28 µg/mc (microgrammi per metro cubo di aria). Frosinone, con 55 giorni oltre i limiti di polveri sottili, come quinta peggior citta’ italiana per giornate di superamento dei valori massimi consentiti di Pm10 dell’attuale limite che, secondo la normativa e’ di 50 µg/mc, nel report dello scorso anno (dati 2024) era il peggior capoluogo in assoluto.

Secondo il report di Legambiente, Roma, Frosinone e Latina poi, sono tra i tanti capoluoghi italiani dove si superano i nuovi limiti europei che scatteranno dal 2030 (media giornaliera di Pm10 entro i 20 µg/mc, Pm2,5 entro i 10 µg/mc e NO2 entro i 20 µg/mc): entro 4 anni il Pm10 deve ridursi del 13 per cento a Roma, del 18 per cento a Frosinone e del 8 per cento a Latina; il Pm2,5 del 17 per cento a Roma, del 29 per cento a Frosinone e del 20 per cento a Latina; l’NO2 deve ridursi del 29 per cento a Roma, del 7 per cento a Frosinone e del 6 per cento a Latina. A Rieti e Viterbo nessuna criticita’. “La qualita’ dell’aria e’ ancora critica a Roma per la concentrazione di biossido di azoto e a Frosinone per le polveri sottili – commenta il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi – se c’e’ un evidente miglioramento generalizzato, le situazioni della Capitale e del capoluogo ciociaro restano tra le peggiori fra le citta’ italiane. A Roma e’ ancora lontanissimo l’obiettivo di riduzione di Pm10 e soprattutto NO2, indicato dall’Europa, mentre il 2030 si avvicina e non c’e’ ancora quel cambio di rotta determinante a migliorare la salute delle persone e evitare l’ennesima sanzione comunitaria sulla qualita’ dell’aria”.

La strada attraverso la quale Roma “puo’ raggiungere gli obiettivi europei e’ pero’ chiarissima e solo da attuare, con provvedimenti gia’ ampiamente dibattuti dall’amministrazione per cui ora si deve solo accelerare nella fase attuativa e che chiediamo al sindaco Gualtieri di concretizzare sempre di piu’ – aggiunge Scacchi -: rafforzamento del Tpl con tutte le nuove tramvie, elettrificazione dei bus di superficie, chiusura dell’anello ferroviario, aumento dei km di metropolitane, potenziamento della sharing mobility, ciclabili e spazi pedonali, accensione delle telecamere per il controllo di fascia verde che vada a escludere anche i diesel Euro4, congestion charge nell’area centrale, rimodulazione della sosta tariffata non permettendo piu’ l’attuale totale gratuita’ per le auto ibride e prezzi che sfavoriscono il principio di rotazione. Andiamo velocemente verso il 2030 con le sue nuove norme da rispettare, se tutto cio’ non avviene in maniera veloce e determinata ci ritroveremo con una Capitale nuovamente corresponsabile dell’ennesima sanzione comunita’ sulla qualita’ dell’aria, se invece l’Amministrazione continuera’ con decisione sulla strada giusta, oltre a evitare multe europee, vivremo in una citta’ piu’ bella e sostenibile”, conclude.

Il miglioramento conseguito da Frosinone rispetto alla situazione disastrosa del 2024 “e’ incoraggiante ma non deve farci abbassare la guardia – dichiara Stefano Ceccarelli, presidente del circolo di Frosinone – perche’ come e’ noto gli sforamenti dei livelli di polveri sottili dipendono fortemente dalla persistenza del fenomeno dell’inversione termica nei mesi invernali, che varia di anno in anno in funzione del meteo. Che la qualita’ dell’aria nella nostra citta’ presenti tuttora forti criticita’ lo dimostra il divario degli attuali livelli delle Pm rispetto alle soglie che andranno in vigore fra soli 4 anni. A tale proposito, ribadiamo la necessita’ di accendere i riflettori sui livelli delle PM2.5, le piu’ pericolose per la salute, che sono misurati nella sola centralina di Viale Mazzini. Ci sara’ da mettere in campo misure strutturali e non episodiche sul versante delle emissioni da biomasse e da traffico veicolare per far si’ che l’attuale media annuale di 14 mcg/mc si riduca a non piu’ di 10 mcg/mc nel 2030. Auspichiamo in particolare che si acceleri con opportuni incentivi la transizione verso la mobilita’ elettrica, la sola a emissioni zero”, conclude.