BOLOGNA – Luce. Luce Lazio. La serata di cui tutto il mondo biancoceleste aveva bisogno di più, in questo momento. Era preparata così, proprio per godersi quel distrattivo che, chissà, avrebbe potuto significare luce e gloria, in una stagione così incolore e tormentata. E così è stato: la Lazio ha vinto, ha sbancato Bologna, ha centrato l’accesso alle semifinali di Coppa Italia. Dopo aver eliminato il Milan in quella che resta forse la nottata più bella e di prestigio dell’annata laziale, la banda Sarri bissa al Dall’Ara e sfocia tra le prime quattro della competizione, dove affronterà l’Atalanta ed a questo punto chissà, vietato privarsi d’ogni volo pindarico o sogno di gloria. Serata sconsigliata ai deboli di cuore, perché il successo arriva soltanto ai rigori: per i felsinei momento storico stregato, sbagliano proprio i due rigoristi Ferguson e Orsolini, destino beffardo e Lazio perfetta, impeccabile dal dischetto, rigorata che si chiude 4-1 per il 5-2 finale che spedisce i biancocelesti in semifinale. Gara nei novanta a due volti: prima buon Bologna meritatamente avanti con Castro di testa, quindi risposta Lazio col tap-in di Noslin sulla percussione di Dele-Bashiru. In qualche modo Sarri sta recuperando tutti, in questo periodo: anche chi sembrava con valigie in mano o fuori da ogni piano, si guardi Dia e Tavares, perfetti dal dischetto anche loro. Insomma, c’è tanto di buono. Più dei tortellini, stavolta serviti soltanto a Vincenzo Italiano. Il Bologna lascia la competizione della sua massima gloria: la Lazio elimina i campioni in carica e vola in semifinale.

