CIVITAVECCHIA – “Questa amministrazione comunale è immobile da circa 2 anni, la recente conferma delle sentenze sfavorevoli al Comune da parte del TAR e del Consiglio di Stato, che di fatto riaprono la strada alla realizzazione dell’impianto da 120.000 tonnellate annue, sembra non spronarli al contrario cercano accomodamenti di convivenza. Il Biodigestore Si può ancora bloccare!”. Lo fa sapere l’ex consigliera comunale Fabiana Attig.
“Le mancate azioni legali cruciali per bloccare l’opera da parte del sindaco Piendibene nella sua ‘umana rassegnazione’ sono inaudite – prosegue la nota -. La convenzione urbanistica di 99 anni – rep. 150 del 1999 – ancora in essere, imponeva chiari e precisi obblighi verso la Lamer, tutti disattesi, da oltre 27 anni! L’esecuzione di opere pubbliche per la collettività come strade, spazi verdi, fognature e realizzazioni di ‘Opifici’, cioè capannoni da destinare esclusivamente alle aziende locali, non sono mai stati mai eseguiti.
Continuare, poi, a far finta di non sapere che parte del terreno, circa il 50%, dove insiste il Biodigestore sono di proprietà del Comune, ovvero, il 50% di aree date in affitto alla Lamer a completamento del comparto di 7 ettari prettamente legati allo sviluppo artigianale delleaziende locali. È non dire la verità arrecando un danno alla collettività e alle nostre imprese. Non solo queste inadempienze hanno comportato una morosità ad oggi di oltre 500.000 euro (1 miliardo delle vecchie lire). In due anni coloro che si stracciano le vesti e che professano il verbo dell’ambientalismo dei senza sì e senza ma, che gridano allo scandalo all’oltraggio, non hanno alzato un solo dito per contrastare con ogni mezzo con ogni strada l’Ecomostro! Mai ritenuto di ricorrere in giudizio al tribunale ordinario per la decadenza della concessione e la restituzione dei terreni.
Non solo appare alquanto strano che, nonostante una determina dirigenziale del maggio 2023, giunta Tedesco, ancora vigente, che di fatto ha avviato l’iter di decadenza, nessuno della attuale maggioranza l’abbia mai nominata meno che mai attuata, ricorrendo come di norma al tribunale ordinario del foro di Civitavecchia. Ma d’altro canto i paladini della giustizia, a quanto sembra, non si sono opposti neanche all’avio dell’esproprio di ulteriori terreni pubblici per il passaggio della rete del metanodotto necessario all’impianto. Ma allora la domanda che tutti ci dovremmo porre è: la maggioranza Piendibene vuole veramente bloccare lo scempio regalatoci da Zingaretti prima e Gualtieri oggi? A guardar bene le carte sembrerebbe proprio di no!
L’unica strada percorribile per fermare o quanto meno a rallentare il progetto, a prescindere dagli esiti dei ricorsi amministrativi, Tar e CdS, è quella di agire immediatamente sul piano civilistico: procedere con l’atto di sfratto per grave inadempienza contrattuale e richiedere formalmente a Lamer il pagamento delle opere mancanti oltre 500 mila euro per: Decadenza dalla convenzione art.17 e 18, poiché la Lamer occupa terreni pubblici senza aver rispettato gli obblighi e gli indirizzi urbanistici della convenzione; oltre che Opporsi all’esproprio dei terreni per il metanodotto. Il Comune potrebbe ulteriormente ricorrere al Tribunale Civile anche per questo.
Bloccare l’esproprio dei terreni pubblici, necessari al passaggio delle condutture del gas che come si immagina senza questo collegamento, l’impianto non potrebbe entrare in funzione. Quindi, visto che esiste già una determina dirigenziale n. 1912 del 23.5.2023 che avviava la decadenza della concessione e che è ancora attuativa, il sindaco e l’assessore di riferimento facciano la loro scelta. Solo così capiremo chi è per Ambyenta/Lamer e chi con la città. Oggi i senza sì e senza ma sono diventati molti se e molti ma”.


