VITERBO – Eccoci arrivati a San Valentino e, come sempre, si susseguono consigli, mete e suggestioni su come poter trascorrere al meglio il giorno degli innamorati.
La prestigiosa rivista Vogue ha pubblicato, al riguardo, un lungo e dettagliato servizio sulle sei città italiane consigliate per una fuga romantica e nel ristretto elenco figura anche Viterbo, insieme a Merano, Asti, Gorizia, Parma e Cortona.
Ecco l’accurato servizio dedicato alla Città dei Papi.
A Viterbo, “Città dei Papi”, dei record e della Macchina di Santa Rosa amata dal jet set.
“Se Asti ha il centro storico medievale più grande del Piemonte, Viterbo detiene il record di quello più vasto d’Europa. Ebbene sì, la provincia laziale nota come la “Città dei Papi” ha un patrimonio ricchissimo che ne fa un vero e proprio gioiello d’arte, degno di essere scoperto sotto le sue mille sfaccettature. Fondata dagli Etruschi, ha visto uno dei suoi periodi di massimo splendore fra il Duecento e il Trecento, quando controllava oltre 50 castelli nei dintorni, come raffigurato da un’ istantanea dell’epoca, il grande affresco ancora oggi conservato nel Palazzo dei Priori. Forse per il suo buon clima e per la presenza di alcune sorgenti termali benefiche – già che ci siete, approfittate per un tuffo rigenerante nelle piscine dei resort e dei centri termali nei dintorni -, Viterbo nel Medioevo iniziò a diventare luogo di villeggiatura di alti prelati e Papi, tanto che qui fra il 1255 e il 1266 fu costruito il Palazzo dei Papi. Elegante e armonioso, l’edificio è celebre per la “loggia delle benedizioni”, detta così perché era da qui che i Papi si affacciavano per impartire la benedizione al popolo. Fra gli ambienti da non perdere durante la visita c’è la Sala del Conclave, il cui nome ha un’origine è a dir poco curiosa: fu qui che fra il 1268 e il 1271 furono rinchiusi i cardinali elettori del nuovo Papa, tre anni di incontri che i viterbesi trasformarono in una sorta di segregazione, perché nel tentativo di accelerare le procedure di elezione, ridussero a pane e acqua i porporati e tolsero il tetto alla sala per lasciarli alla diaccio, mettendoli letteralmente sotto chiave (Cum Clave).
Accanto al Palazzo c’è la Cattedrale di Viterbo, dove furono incoronati ben 8 Papi. Qui la particolarità sta nel fatto che dietro l’abside centrale si nasconde quello di epoca barocca, ancora visibile e con un meraviglioso coro ligneo intatto. Il resto del centro storico è poi un articolarsi di vie e stretti vicoli in cui si susseguono case-torri, palazzi aristocratici aperti sui cosiddetti richiastri (cortili interni) e numerose chiese.
La Chiesa e il Monastero di Santa Rosa sono un must, perché è dove vengono custodite le spoglie della santa più amata dai viterbesi, ed è da qui che ogni 3 settembre parte la Macchina di Santa Rosa, fra le feste tradizionali più antiche e particolari d’Italia. La festa consiste in una processione lungo le strade della città di un baldacchino alto 30 metri sorretto da un centinaio di “facchini”, in cima al quale viene issata la statua della Santa.
La Chiesa di Santa Maria Nuova è invece da visitare per il suo chiostro, nascosto per secoli e riscoperto solo a metà Novecento.”
E, per finire, l’immancabile suggerimento sull’ospitalità.
“A pochi minuti dal centro, immerso in un parco secolare, si trova il Relais de Charme Villa Rossi Danielli, ricco di dettagli da far perdere la testa a chi è appassionato di interior design al limite del lezioso e di tutto ciò che rende piacevole un soggiorno. Bouquet di fiori freschi, candele e asciugamani di lino nelle camere, il camino acceso nel salone centrale dove ci si ritrova per un calice di vino, mentre i padroni di casa raccontano di quando Julia Roberts, Emilia Clark o Sarah Jessica Parker sono state loro ospiti, apprezzando atmosfere, cucina, natura, attenzioni, silenzio”.

