LONDRA – Alla fine, a sorpresa, Igor Tudor. Le voci di corridoio rincorse nella serata del venerdì trovano conferma, adesso anche ufficiale, all’ora di pranzo del sabato. In casa Tottenham l’avvento di un nuovo traghettatore. L’ennesimo, della storia recente del club, specchio manifesto di fallimenti e progetti decollati male e finiti peggio. Dopo l’esonero di Thomas Frank, con la squadra risucchiata (in Premier non si scherza mica, ndr) in piena zona retrocessione, il cambio era necessario e per rinviare la costruzione di un qualcosa che si spera sì, stavolta possa esser di successo, serviva un Caronte per traghettare fino a fine stagione, centrar la salvezza (ebbene sì, stiamo parlando di Tottenham), e navigare in porti sicuri senza mescolarsi in acque pericolosamente torbide. In tanti si sarebbero aspettati o qualcuno che conoscesse Premier o soprattutto qualcuno che conoscesse piazza e club; nulla di tutto questo, CEO e Ds hanno evidentemente fallito ancora, Venkatesham e Lange non sono stati nemmeno in grado di eleggere un traghettatore che curasse le ferite delle loro precedenti scelte disastrose. Il Tottenham ha eletto Tudor, chiaro riferimento Paratici; l’ex Ds, seppur ormai ex e già in sella a Firenze, ha garantito l’ex Juve come figura ideale per chiudere dignitosamente la stagione. Son dovuti ricorrere a chiamar ancora l’ex collega per sistemare le loro acque in tempesta. Assurdo, paradossale, imbarazzante. Un aspetto è certo: Tudor è puro traghettatore, non ha nulla da perdere, a fine stagione strade comunque separate. Ma l’esperienza a certi livelli dove ha avuto successo come traghettatore è solo in Serie A, non all’estero, tantomeno in NBA; per questo, se le cose dovessero andar male, sarebbe un’autentica catastrofe. Chi rischia seriamente, al terzo cambio in panchina stagionale, è lo stesso Forest del vulcanico mangiallenatori Marinakis: alla fine scelto Pereira, ex Wolves, sarà lui il quarto condottiero che cercherà di portar Nottingham alla salvezza in un’annata così folle e tempestosa. Al momento terzultimo c’è sempre il West Ham.. di Nuno Espirito Santo: già, proprio l’ex Forest, passato che sfida il presente, storie e beffardi destini Premier.

