DUBLINO – L’Aviva Stadium di Dublino si conferma bestia nera per l’Italia, assolutamente inespugnabile. Così come la cabala, che resta tremendamente avversa, da quelle parti. In Irlanda un’Italrugby tutto cuore combatte fino all’ultimo respiro, a pochi centimetri dalla meta per cercare un pari che avrebbe avuto del miracoloso e che avrebbe consegnato enorme lustro internazionale al nostro movimento, ma alla fine deve arrendersi: finisce 20-13 per il Trifoglio.
Dopo quelle emozioni mozzafiato del debutto vincente di sabato scorso all’Olimpico quando il quindici di Quesada batteva la Scozia, stavolta sconfitta alla seconda giornata del Sei Nazioni 26 per gli azzurri. Eppure per larghi tratti l’Italia era riuscita a spaventare eccome l’Irlanda, chiudendo addirittura avanti 10-5 la prima frazione di gioco. Giornata che sembrava magica, nonostante le assenze gioventù a spron battuto, con coraggio e grande orgoglio. Giornata magica per il piedino fatato di Garbisi, splendida la meta di Nicotera. Nella ripresa però fattore campo decisivo e pronostici rispettati, fiocca la rimonta dei padroni di casa, che però soffrono fino alla fine e restano costretti a restar a difendere con le unghie e con i denti per portarsi a casa risultato pieno.
Finirà così, ma è stato bello per tutti anche stavolta sospirare e spirare dietro gli azzurri. Orgoglio per tutto il movimento, anche per il commissario tecnico Quesada stesso, che a fine gara si esprimerà così: “Molto consapevole che oggi abbiamo fatto grande partita, sono fiero e orgoglioso. L’obiettivo era esser consistenti, siamo stati consistenti. Incredibili le azioni, il coraggio: sappiamo che non sia arrivato il pareggio, ma non posso che esser orgoglioso”.

