Alla fine Inter. Ma c’è stato tanto, c’è stato tutto. Derby d’Italia pieno di emozioni e ribaltamenti, ma soprattutto episodi che dipingono sempre di più il quadro del nostro calcio, polemiche arbitrali. E stavolta, a ragione, protesta la Juve.
Ha vinto l’Inter. Ha vinto Chivu. Che rischiando tanto, colpevolmente oltre il dovuto, finalmente abbatte la maledizione scontri diretti. La resistenza della Juve, un’ora con l’uomo in meno, crolla al fendente di Zielinski, in pieno recupero. Finisce 3-2 per i nerazzurri, un successo che pesa tanto in chiave Scudetto, con tutto il popolo milanista incollato ai teleschermi a spirare evidentemente bianconero: Allegri rispedito momentaneamente a -8, prima dell’infrasettimanale di recupero col Como.
Ma a pesare sull’operato la sliding door a fine primo tempo, sul punteggio di 1-1, dopo il pari di Cambiaso a rispondere alla goffa papera di Di Gregorio. L’arbitro viene ingannato dalla simulazione del già ammonito Bastoni, estrae doppio giallo a Kalulu, episodio su cui il Var non può intervenire e la Juve resta ingiustamente con l’uomo in meno per oltre un tempo. Clamoroso l’errore dell’arbitro La Penna, che farà discutere per settimana.
Ripresa in cui l’Inter attacca a spron battuto, Chivu con le tre punte, sbloccherà ancora Pio Esposito, ma una Juve mai doma troverà il pari eroico di capitan Locatelli, oggi degno eccome di vestire la fascia di capitano della Vecchia Signora. Chivu qualche colpa, squadra troppo sbilanciata, troppo affamata per chiuderla che pensar a gestirla con l’uomo in più. Avrebbe meritato di pagare, ma alla fine Zielinski toglie ogni castagna dal fuoco e fa esplodere San Siro.
Negli altri anticipi, oltre al colpo della Fiorentina corsara 2-1 a Como con Fagioli e Kean, nel silenzio assordante di un Olimpico deserto ancora per contestazione biancoceleste la Lazio esce battuta 2-0 dalla solida Atalanta di Palladino: prima Ederson, quindi l’ex Roma Zalewski, notte fonda per Sarri, tre punti a scalar ancora la classifica per i nerazzurri.

