CIVITAVECCHIA – Il problema di via del Casaletto Rosso persiste da anni, forse troppi, a Civitavecchia. Col passare delle Amministrazioni, forse troppe volte le richieste dei residenti del quartiere sono state colpevolmente ignorate. Adesso, con le richieste divenute proteste sempre più tumultuose, sembra che dal Pincio qualcosa si sia mosso e che, dopo l’ultima ennesima stagione invernale di piogge torrenziali, sia stato effettuato qualche intervento tampone per sistemare quelle buche stradali che non soltanto complicano la circolazione ma che soprattutto mettono a repentaglio l’incolumità dei residenti stessi. Va fatta una doverosa premessa: sussiste via del Casaletto rosso bassa, che arriva fino all’intersezione con viale Lazio, e quella più alta, che porta fino ai colli dei ripetitori di Monte Paradiso. Più si sale, più si esce dalla città, più i problemi persistono. Una zona che, come da tanto tempo i residenti sussistono, è stata per troppo tempo lasciata in stato di abbandono. Strade fatiscenti. Ma stavolta forse qualcosa si muove, qualcosa s’è mosso, come trapela dalle parole social del portavoce dei residenti, Jenny Crisostomi: Dopo tante segnalazioni, richieste protocollate, video, articoli e foto dei “crateri” che hanno reso la nostra strada un percorso di guerra, da due giorni sono iniziati i lavori per tappare le buche più pericolose. Qualcosa su Via Del Casaletto Rosso si muove. La nostra voce è arrivata dove doveva, un primo piccolo riscontro concreto. Però, siamo chiari: la “toppa” non può essere certamente la soluzione definitiva. Sappiamo bene che chiudere una buca con la pioggia incessante di questa stagione è solo un intervento d’emergenza e Via del Casaletto Rosso non ha bisogno di interventi “tampone”, ma di un ripristino serio e totale: Rifacimento del manto stradale, nuova segnaletica, illuminazione adeguata per la sicurezza di tutti. Ringraziamo l’Assessore Scilipoti ed i tecnici per aver accettato di incontrarci questa mattina presso l’assessorato. È un segnale di disponibilità che apprezziamo, ma saremo vigili: chiederemo impegni precisi e un cronoprogramma per togliere questa zona dall’abbandono e dall’incuria. Continueremo a monitorare e a pretendere la sicurezza che meritiamo. Non è un punto di arrivo ma solo l’inizio.

