SALERNO – La pallanuoto nazionale ma soprattutto internazionale si congeda e saluta una delle sue stelle più amate e apprezzate di sempre. S’è infatti spento Goran Sukno, il papà di Sandro, oggi allenatore della plurititolata Pro Recco. Se ne va in una soleggiata domenica di febbraio, all’età di 66 anni, lasciando in eredità un mare di ricordi e valori che oggigiorno ancora riecheggiando, ad ogni latitudine della pallanuoto mondiale.
Un nome tra le massime istituzioni del movimento. Campione olimpico con la Jugoslavia a Los Angeles 1984 e campione del mondo con la stessa nazionale a Madrid due anni più tardi, coi club fu uno dei volti più iconici e rappresentativi dell’ascesa dello Jug, tra sette scudetti domestici ma soprattutto la conquista della prima storica Coppa dei Campioni.
A fine carriera fece una scelta extraordinaria. Scelse Salerno, la Rari Nantes, di cui divenne l’elemento più importante della storia del club campano e trascinò, da autentico condottiero amatissimo dalla città e della tifoseria, la squadra alla doppia storica promozione, dalla B alla Serie A1. Chiuse proprio lì la carriera da giocatore facendo l’allenatore in simultanea, nel 1994. Senza troppi giri di parole, il massimo campione della storia della pallanuoto a Salerno.
Inevitabile e carico d’emozione e gratitudine il cordoglio della Rari Nantes: “Oggi ci ha lasciati il più grande atleta della storia della Rari Nantes Salerno: Goran Sukno. Il suo legame con Salerno è raccontato nelle sue stesse parole, tratte dal libro 100 anni di Rari Nantes Salerno. L’ultima volta che era tornato a Salerno è stata nel 2022, in occasione delle celebrazioni per il centenario della Rari Nantes, accogliendo con affetto l’invito del Presidente Enrico Gallozzi e ritrovando la sua casa sportiva ed i suoi ex compagni di viaggio. Con Goran Sukno se ne va una parte fondamentale della nostra storia. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero di tutta la Rari Nantes Nuoto Salerno.Non ti dimenticheremo mai”.

