FORMELLO (ROMA) – Adesso sì. Lotito e la sua Lazio sono usciti allo scoperto. Altro che vendita, a dispetto di contestazioni sempre più tumultuose che lasciano oggigiorno l’Olimpico deserto. Ma il presidente biancoceleste non molla e tira dritto per la sua strada. Una settimana dopo aver strappato a tutti gli effetti il diritto di superficie e non solo semplice concessione da parte degli studi del Campidoglio sulla riqualificazione dello stadio Flaminio su cui vuol costruire il futuro del club, stamani il patron ha presentato proprio il progetto a Formello. Il nome è particolarmente emblematico, molto funzionale all’interno di un’economia per club sempre più sostenibile: “Lazio 2032 – il Sogno Responsabile”. Un nome al cui interno presenta una data, anch’essa particolarmente emblematica: un target, quello di lanciarlo in tempo per gli Europei di calcio proprio del 2032. Il piano oggi è stato svelato: ricostruire su un’area ed un impianto oggi fatiscente un modello completamente nuovo, riqualificato e completamente inserito e funzionale all’interno del tessuto urbano. Parliamo di un impianto che si moltiplichi, in termini di capienza: si passerà dai 20000 seggiolini oggi rovinati e fatiscenti ai 50570 posti totali da costruire attraverso un secondo anello che, una volta ricostruito il primo, risalterà e galvanizzerà l’intera struttura. Un investimento di oltre 480 milioni di euro: 80 saranno versati direttamente dalle casse del club, il restante sarà diviso da finanziamenti da fonti terze. La gestione dei lavori sarà affidata ad una società che controllerà direttamente la Lazio stessa; l’iter prevede l’inizio dei lavori nel primo semestre del 2027 e la fine entro il 2031, per lanciarlo alla Capitale direttamente pronto per gli Europei 2032. Lotito oggi non ha snobbato minimamente la possibilità di lanciare frasi ad effetto, come “lavoro per rendere la Lazio immortale”. La nuova area vanta spazi hospitality, un museo del club, ma soprattutto si integrerà con l’area circostante attraverso parcheggi e piste ciclabili, mossa che ha evidentemente catturato definitivamente gli uffici del Campidoglio e quindi il nullaosta definitivo del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Alla realizzazione del progetto, definito dallo Studio Archea, hanno contribuito come supporto scientifico le università de La Sapienza e Roma Tre.

