Che le acque chiaramente non si sarebbero calmate col passare dei giorni non era certamente mistero. Dalle parole di Rocchi, il vertice degli arbitri, che scarica parte della colpa dell’errore alla simulazione di Bastoni; fino a quelle di Marotta, che difende il suo difensore centrale dalla gogna mediatica a cui sarebbe stato sottoposto.
In tutto questo chiaramente non può cambiare il risultato di una partita viziata dall’errore del direttore di gara La Penna, con l’espulsione di Kalulu che ha incanalato una gara dall’esito pesantissimo pure in chiave Scudetto, ma cambiano chiaramente le conseguenze di quel che quell’errore ha scaturito. Le vibranti proteste bianconere, con le immagini che vi abbiamo mostrato e descritto all’intervallo del Derby d’Italia a San Siro, quando Spalletti, Comolli e Chiellini hanno assaltato il direttore di gara (che sarà comunque fermato per qualche turno da Rocchi) per protestare contro la decisione appena maturata. In particolare scatenato l’Amministratore delegato, incontenibile, frenato proprio dal suo allenatore.
La prima decisione verte sull’Amministratore delegato bianconero, Damien Comolli, che è stato inibito fino al 31 marzo “per avere assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del Direttore di gara, cercando il contatto fisico con il medesimo, evitato grazie all’intervento dell’allenatore della soc. Juventus e di altri tesserati e collaboratori” come si legge dalle decisioni del Giudice Sportivo.
Una stangata. Parziale invece quella per l’altro dirigente bianconero Giorgio Chiellini che se l’è “cavata” con un’inibizione fino al 27 febbraio “per avere contestato in modo concitato ed irriguardoso l’operato del Direttore di gara, reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro; per avere inoltre, nel medesimo contesto, rivolto critiche offensive indirizzate agli Ufficiali di gara”.

