LISBONA – Tra le emozioni del martedì di Champions, tra gol così come ribaltamenti mozzafiato e grandi giocate, c’è stato anche qualche episodio negativo. Qualche episodio che macchina notti come queste. E no, non parliamo dei risultati sportivi estremamente negativi per le italiane. Stavolta si sfocia ancora una volta dalla cronaca meramente sportiva e si passa ad altro tipo di contenuti. Contenuti di razzismo.
Ingiurie e frasi di stampo razzista a Lisbona. Ad inizio ripresa, subito dopo il gol del vantaggio che sarebbe poi risultato decisivo per il primo atto di Benfica-Real, il calciatore dei lusitani Prestianni avrebbe rivolto frasi e parole di stampo razzista all’asso brasiliano.
“Scimmia”, questa la denuncia. Si alza la maglietta per proferir parole poco carine, Vinicius ascolta e vola dall’arbitro, minacciando poi d’andarsene dal campo. E allora parapiglia. Prestianni smentirà, i compagni del Madrid difenderanno Vini e confermeranno invece d’aver sentito le stesse parole razziste.
Siamo nel 2026 e ancora dobbiamo assistere ad episodi di questo tipo. Intollerabili. Vini in campo provoca, esulta stuzzicando il pubblico avversario, come sottolineerà Mourinho non è un caso che l’asso brasiliano sia sempre al centro di questo tipo di polemiche avvolgenti e roventi in ogni stadio. Ma ogni forma di razzismo, comunque, va condannata. E combattuta. Ancora e sempre.

