“Il Brasiliano” Massimiliano Minnocci, pluripregiudicato, lancia la sua candidatura a sindaco di Roma: fake o operazione di branding?
Politica
19 Febbraio 2026
“Il Brasiliano” Massimiliano Minnocci, pluripregiudicato, lancia la sua candidatura a sindaco di Roma: fake o operazione di branding?

di Simona Tenentini

ROMA – Proprio quando pensavamo di averle viste tutte, ecco invece spuntare l’inimmaginabile: il manifesto con la candidatura a sindaco di Roma di Massimiliano Minnocci, meglio conosciuto come Il Brasiliano.

Il bel faccione, completamente cosparso di tatuaggi, che campeggia sul logo del movimento di cui si accinge ad assumere il comando: Borgate e Famiglie, un nome che, inevitabilmente, richiama affetti, valori da tutelare e sani principi.

L’antitesi, insomma, di tutto ciò che incarna il Brasiliano.

Ecco in breve la sua bio:

Nato nella capitale tra il 1978 e il 1979, è cresciuto vicino ad alcuni ambienti estremisti di stampo ideologico fascista e nazista – come testimoniato da alcuni suoi tatuaggi, tra cui quelli del volto di Mussolini e di Hitler – diventando successivamente uno dei capi Ultras più turbolenti e facinorosi della tribuna romanista.

Massimiliano ha provato anche a farsi strada nel mondo della musica come rapper, ma la sua parentesi di vita a dir poco travagliata tra episodi di violenza e abusi di droghe è stata macchiata indelebilmente nel 2018, quando è stato arrestato per minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale dopo un controllo di Polizia a Pietralata.

In seguito a un accordo con le Forze dell’Ordine la pena è stata poi convogliata in lavori di pubblica utilità: dopo l’arresto per spaccio, infatti, Minnocci ha partecipato a una campagna di divulgazione e sensibilizzazione sui rischi delle droghe ai giovani, sbarcando di fatto nel mondo dei social e dando vita alle prime collaborazioni come influencer – come raccontò in un’intervista a Roma Today – Diventato una star dei social con il soprannome di “Il Brasiliano” dopo una vita segnata da abusi e reati vari, ha provato a mettersi alle spalle il passato e si è allontanato da posizioni estremiste e neofasciste, come spiegato da lui stesso in una puntata di Buoni o Cattivi su Italia 1 nel 2021. Successivamente è diventato un ospite ricorrente di Giuseppe Cruciani a La Zanzara su Radio 24, mentre nel 2023 ha pubblicato il suo libro “Io sono Massimiliano Minnocci: La vera storia del Brasiliano” per raccontare la sua difficile infanzia e adolescenza, la sua passione per la Roma e le svolte chiave della sua vita.”

Ieri, come un pugno nello stomaco, spunta questo manifesto e la notizia della sua candidatura, raccontata anche a La Zanzara.

Ora sono in molti ad interrogarsi sulla veridicità o meno della notizia che tuttavia rimane, a ben guardare, l’aspetto meno paradossale dell’intera vicenda.

Il lato più assurdo, infatti, è la straordinaria promozione che la news, reale o presunta, è riuscita ad innescare, parallelamente ad un’incredibile crescita di visibilità.

Da non trascurare, infine, l’efficace operazione di branding che il Brasiliano è riuscito a concludere: verificare se i suoi 400000 followers possano realmente trasformarsi in un bacino di voti dall’ampiezza non certo trascurabile.

Insomma non si sa se sia vera o no la candidatura di Minnocci, quel che invece è innegabile, è la sorprendente operazione di marketing che l’influencer-pluripregiudicato è riuscito a confezionare.