RIO (BRASILE) – Non era certamente questa la maniera con cui Matteo Berrettini avrebbe voluto salutare Rio de Janeiro. Un’avventura, forse, strozzata sul più bello. In quanto finita ai quarti, ponte tra gloria e bel cammino. Perché tal resta, con doppio successo consecutivo su Vera e Lajovic: ma grossa opportunità di far breccia ed avviare l’anno nel migliore dei modi arrivando fino in fondo magari tra semi o finale s’è arrestata ai quarti, colpa di errori ma al contempo interruzioni per pioggia torrenziale brasiliana, tutt’altro che contesto ideale su terra rossa per un ragazzo che lotta per ritrovare la condizione fisica migliore. Nel complesso due ore e passa di gioco quelle con Buse, sì, ma con mille interruzioni, che non possono minimamente far bene a corpo e fisico, una macchina che se messa in moto fa fatica ad arrestarsi e riprendersi. Va sotto al primo set, il campo pesante incide al servizio, commette ben 35 errori gratuiti: non da lui, non dal Martello ammirato questa settimana. Ma la reazione, quella di chi non si vuol concedere per vinto e restare aggrappato al match con tutti gli artigli, è da campione. Vince 6-2 la ripresa e la rimette in parità, ma la maggior freschezza dell’avversario risulta decisiva nel 6-3 che qualifica Buse in semifinale. Impresa del sudamericano, secondo peruviano a raggiungere una semi di un 500 dal 2000 ad oggi. Berrettini si arrende e resta fuori dalla Top 50. Adesso, per tornare a far breccia almeno tra i 50 migliori del momento al mondo, ci sarà Santiago del Cile, per un piccolo e più abbordabile 250: qual miglior modo per testarsi in vista del grossissimo appuntamento, Indian Wells.

