Viterbo – Il “Bacio” che scotta: quando l’hype social si schianta contro la realtà. “La città merita verità, non illusioni” (FOTO)
Cronaca
21 Febbraio 2026
Viterbo – Il “Bacio” che scotta: quando l’hype social si schianta contro la realtà. “La città merita verità, non illusioni” (FOTO)
Grande successo della campagna promozionale (con video IA) che ha portato gente in centro, ma l'allestimento reale delude le aspettative. Tra installazioni minuscole, palloncini già a terra ed errori scenografici, il divario tra promessa e mantenimento è troppo ampio

di Diego Galli

Viterbo – C’è una notizia buona e una meno buona, in questa mattinata di inaugurazione di “Un Bacio a Viterbo”. La buona notizia è che i viterbesi (e non solo) hanno risposto. Questa mattina la gente in centro c’era, curiosa, pronta a farsi coinvolgere. È la dimostrazione plastica che la città non è rassegnata, che i cittadini e i commercianti vogliono credere ancora nel cuore storico di Viterbo. C’è un desiderio latente di vivere questi spazi, che aspetta solo l’innesco giusto.

 

La notizia meno buona, però, è quella che serpeggiava tra gli sguardi un po’ smarriti dei presenti e nei commenti a mezza bocca dei commercianti: la sensazione di una promessa non mantenuta. Un “vorrei ma non posso” che, quando si parla di rilancio serio e di fondi pubblici (circa 10mila euro l’investimento dell’amministrazione), rischia di diventare un boomerang pericolosissimo.

 

Il corto circuito comunicativo: l’IA vs la Realtà

Il nodo centrale della questione non è l’evento in sé, lodevole nelle intenzioni, ma il gigantesco divario tra l’aspettativa creata e la realtà offerta. Nei giorni scorsi, la campagna promozionale spinta da Palazzo dei Priori e dal neonato asset “Spazio Viterbo” è stata grande. Hanno circolato video spettacolari, realizzati con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, che mostravano una Viterbo letteralmente invasa da installazioni gigantesche, Corso Italia sommerso di palloncini, una città da fiaba. Un’operazione di hype potentissima che ha funzionato: ha attirato l’attenzione.

Ma la comunicazione, quando si scolla dalla realtà, diventa un’arma a doppio taglio. La Viterbo reale di questa mattina era molto diversa da quella digitale. Le installazioni “monumentali” si sono rivelate spesso minuscole, quasi invisibili.

Le immagini che circolano in queste ore (e che pubblichiamo a confronto) sono impietose. Prendiamo il Sagittario a Piazza della Repubblica: nel video IA dominava la scena; nella realtà è una sagoma di dimensioni al massimo modeste, stamattina nascosta dietro un’automobile parcheggiata e, poco dopo, già rovinosamente caduta a terra (ma è in riparazione). O ancora Via Saffi: nel rendering virtuale era un tripudio di colori e punti “instagrammabili”, stamattina appariva desolatamente vuota. Persino il Cupido all’inizio del Corso soffre di un errore di posizionamento grossolano: rosso su uno sfondo di palloncini rossi, relegato in un angolo, finisce quasi per sparire alla vista.

 

La fiducia è un bene finito

L’ilarità corre veloce sui social, tra foto di palloncini già scoppiati a terra e installazioni precarie, con l’amara domanda su cosa resterà di tutto questo dopo una notte senza sorveglianza. Ma c’è poco da ridere.

“Ci sono persone in giro, segno che la gente ci crede, ma non può continuare a essere presa in giro”, ci ha confidato un commerciante storico di una delle vie interessate dall’iniziativa. È questo il punto nevralgico. In un centro storico che soffre una crisi profonda – tra saracinesche abbassate, botteghe storiche sostituite da attività di basso profilo, spopolamento e problemi di microcriminalità – giocare con le aspettative è un lusso che Viterbo non può permettersi. “Questa città, che ha già sopportato tanto, merita verità e non illusioni”, dichiara invece un residente.

 

Una prova di civiltà anche per i viterbesi

Ma se da una parte errare è umano, c’è purtroppo una fetta di Viterbo – dei suoi cittadini – che continua a perseverare in quanto a inciviltà. Alcuni palloncini già scoppiati, volontariamente, e segnalazioni di persone che avrebbero già preso di mira le installazioni dimostrano come l’educazione di chi abita la città è ormai cosa dimenticata e sepolta. Domani, come già in molti hanno sottolineato, sarà interessante osservare come e quante installazioni saranno sopravvissute. “Lo vediamo di anno in anno, di giorno in giorno – ci ha riferito, sconsolata, una commerciante – In questa città ci sono sempre più incivili e abbiamo paura di quello che avverrà stanotte, quando nessuno sarà qui a controllare”.

Anche su questo fattore, sulla civiltà e il senso di “res-publica”, Viterbo e i suoi abitati hanno molto terreno da recuperare.

 

Una critica propositiva per Spazio Viterbo

Questa analisi vuole essere una critica seria, ma fermamente propositiva. Martina Campanella ha appena iniziato il suo difficile incarico come manager di Spazio Viterbo. A lei va data fiducia e il tempo necessario per operare in un contesto oggettivamente complicato. Nessuno si aspetta miracoli immediati ma l’amministrazione per prima dovrebbe “frenare l’entusiasmo”.

Proprio per questo, però, è necessario correggere subito il tiro sulla strategia. “Un Bacio a Viterbo” deve servire da lezione. La comunicazione aggressiva e patinata (specialmente quella generata dall’IA che altera la percezione della realtà) è uno strumento potente, ma se il prodotto reale non è all’altezza, l’effetto finale è la frustrazione e l’erosione della fiducia.

I cittadini oggi hanno fatto la loro parte: sono usciti di casa e sono venuti a vedere. L’amministrazione e chi gestisce il rilancio devono fare la loro: promettere ciò che si può realmente mantenere. Meglio un evento più piccolo ma curato nei minimi dettagli e “vero”, piuttosto che un sogno digitale che svanisce non appena si mette piede sul selciato di Corso Italia. Viterbo ha bisogno di concretezza, non di illusioni ottiche pagate con soldi pubblici.

 

 

Via Saffi nel video promo e poi nella realtà di stamattina

 

 

Via della Sapienza e il Suffragio nel video e nella realtà

 

 

Piazza delle Erbe nel video e nella realtà

 

 

Corso Italia nel video e poi nella realtà