Olimpiadi invernali – Spenti i bracieri, spettacolo di chiusura all’Arena di Verona
Sport
22 Febbraio 2026
Olimpiadi invernali – Spenti i bracieri, spettacolo di chiusura all’Arena di Verona

VERONA – Mozzafiato, anche stasera. In piedi davanti all’emozione, quel flusso di qualcosa di sportivamente grandioso che c’ha travolto e se ne sta realmente andando via, quei giorni che mai dimenticheremo e che vivranno per sempre nelle memorie collettive che scandiscono quella di un Paese. In questo caso quello Bel.. di Paese.

 

S’è spenta la luce. La fiamma, quella Olimpica. Bracieri spenti, è finita. Ma è finita come iniziata, andato tutto per il meglio, anche oltre. Dalle gesta tecniche di un’Italia che mai aveva vissuto anche sportivamente Olimpiadi del genere, all’Italia che non ha deluso sotto il punto di vista organizzativo, trasmettendo al mondo spettacolo straordinario ma soprattutto in maniera impeccabile.

 

E s’è chiusa come si doveva chiudere. Quindi l’Inno di Mameli a riecheggiare per l’Arena di Verona, quindi l’inno ellenico in nome di chi secoli nei secoli lanciò il mito dell’Olimpiade, a quella Marsigliese che già sa di passaggio di consegne. Come quello dei due Sindaci di Milano e Cortina, Sala e Lorenzi, in direzione francese. Quindi Coventry, vertice del CIO, che spenderà parole al miele eccome, per l’Italia. Sul palco grandi personalità dello spettacolo, dalle note di Achille Lauro a quelle scatenate di Gabry Ponte, il tutto nella programmata e suggestiva Beauty in Action, il corso avvolgente dell’acqua, metafora di ciò che s’è vissuto, metafora d’Italia.

 

Quindi la soddisfazione di Malagò, l’emozione toccante degli alfieri Vittozzi e Ghiotto, le parole dei loro trionfi. A nome di un Paese che anche sportivamente, come accennavamo nel secondo capoverso, ha saputo superare sé stesso: un’Italia che sfiora il podio, dove ci sarebbe pure per numero di medaglie, ma a parità di ori i Paesi Bassi chiudono con un argento in più.

 

Cambia poco, è mancata solo la ciliegina: l’Italia chiude a 30 medaglie, mai così prima d’ora, tra le assolute protagoniste. Distrutto il record di Lillehammer 1994; tra l’altro pareggiato il record di medaglie vinte in discipline diverse, 11, come gli States. Qualcosa di fenomenale. Italia, stavolta e per diverse settimane, caput mundi.