ROMA – L’indomani di Cagliari è ancor più amara in casa Lazio. Un mesto pari a reti inviolate che certamente dipinge in tinta unita una stagione mesta, incolore, senza squilli. Stagione che rispecchia al 100% com’è iniziata, col mercato bloccato, e come vive la piazza ai giorni d’oggi, disertando l’Olimpico ed in piena contestazione alla proprietà.
Ma evidentemente piove, o meglio grandina, sul bagnato in casa Sarri. Tra gli elementi più splendenti e dal futuro più radioso della passata stagione, Rovella sarebbe dovuto essere uno dei punti fermi. Il condizionale passato in questo caso è doveroso per una stagione più infermeria che in campo, complice quella maledetta pubalgia che ha tormentato i suoi mesi più bui, quelli autunnali, fino a maturar l’idea di tagliar la testa al toro ed operarsi.
Era appena rientrato, guadualmente, quando ieri sera finalmente si riammirava in campo dal primo minuto. Sembrava la fine di un incubo, quello di un calvario, quando ad inizio ripresa in seguito a contrasto di gioco si accascia e dolorante lo staff medico non ha potuto che ordinare cambio e sostituzione a Sarri.
Claudicante, di oggi verdetto dei primi esami strumentali: frattura scomposta alla clavicola. Dovrà operarsi, e sarà fuori mesi. Incredibile ma vero. Con ogni probabilità la sua stagione, semmai fosse iniziata, può ormai considerarsi conclusa. Il mondo Lazio si stringe attorno al suo centrocampista più splendente. Che oggi vive luce più buia, pesta. Esattamente come l’annata di tutto il club.

