WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “La corte suprema degli Stati Uniti (userò le lettere minuscole per un pò, per una totale mancanza di rispetto!) mi ha accidentalmente e inconsapevolmente conferito, in qualità di Presidente degli Stati Uniti, poteri e forza molto maggiori di quelli che avevo prima della loro ridicola, stupida e divisiva sentenza a livello internazionale”. Così sul social Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
“Innanzitutto, posso usare le licenze per fare cose assolutamente “terribili” a Paesi stranieri, soprattutto a quelli che ci hanno fregato per decenni, ma incomprensibilmente, secondo la sentenza, non posso imporre loro una tassa di licenza – MA TUTTE LE LICENZE APPLICANO UNA TASSA, perchè gli Stati Uniti non possono farlo? Si ottiene una licenza per ottenere una tassa! La sentenza non lo spiega, ma conosco la risposta! La Corte ha anche approvato tutte le altre tariffe, che sono numerose, e possono tutte essere utilizzate in modo molto più incisivo e odioso, con certezza giuridica, rispetto alle tariffe inizialmente utilizzate – prosegue il presidente degli Stati Uniti -. La nostra incompetente corte suprema ha fatto un ottimo lavoro per le persone sbagliate, e per questo dovrebbe vergognarsi (ma non i Tre Grandi!). La prossima cosa che saprete sarà che si pronunceranno a favore della Cina e di altri, che stanno facendo una fortuna assoluta con la cittadinanza per diritto di nascita, affermando che il XIV Emendamento NON è stato scritto per prendersi cura dei “bambini degli schiavi”, cosa che invece è stata dimostrata dal momento esatto della sua elaborazione, archiviazione e ratifica, che ha coinciso perfettamente con la fine della guerra civile”.
“Cosa si può fare di meglio? Ma questa Corte Suprema troverà il modo di giungere alla conclusione sbagliata, una conclusione che, ancora una volta, renderà la Cina e varie altre nazioni felici e ricche. Lasciate che la nostra corte suprema continui a prendere decisioni così sbagliate e deleterie per il futuro della nostra nazione: ho un lavoro da fare”, conclude Trump.
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