CIVITA CASTELLANA – Aveva quasi trovato continuità, questa Flaminia. Aveva quasi risolto quel tabù filo conduttore ricorrente della discontinuità stagionale, il Madami, le mura amiche a Civita Castellana. Quando, dopo successi prestigiosi e consecutivi con maledizione abbattuta, sul più bello la Flaminia s’è rifermata. Un’altra volta. Con l’Olbia, formazione che naviga in piene acque retrocessione, soltanto 1-1. E fa male, perché subito ne paga le conseguenze evidentemente anche in termini di classifica. Un pari che alla fine diventa quasi un sospiro di sollievo, ma che se si nutrono ambizioni da grande, grandissima forza playoff, va chiaramente considerato un passo indietro e risultato negativo. Con quei fantasmi, dell’impianto interno, che per larghi tratti della gara con l’Olbia non ha fatto altro che riemergere minacciosi, quasi come fossero dissenatori aleggianti potteriani. Anche perché il contesto, un Madami a porte chiuse e senza tifosi per permettere il corretto svolgimento del limitrofo e storico carnevale civitonico, ne diventava specchio e sceneggiatura terribilmente calzante ed altro che metaforico. Una gara che sapeva di beffa perché se nel primo tempo non s’è riuscita a sbloccare, tra pizzico di sfortuna ma sostanzialmente per una manovra lenta e compassata contro un avversario chiuso a riccio, nella ripresa i sardi passano addirittura avanti con Furtado. Solo nel finale Tascini evita la beffa andandola a riacciuffare in pieno recupero e consegnando almeno un punto a Mr Nofri. Flaminia che dopo la lunga rincorsa arresta dunque la serie di successi consecutivi ed anche in classifica accusa il colpo: doppio sorpasso di Nocerina ed Albalonga che mettono rispettivamente la quarta e la quinta, i civitonici scendono in sesta posizione, piazzamento che al momento significa restar fuori dai prossimi playoff.


