Paradosso Inter – Scudetto in ghiaccio, ma Bodo spartiacque Champions: stasera imperativo remuntada
Sport
24 Febbraio 2026
Paradosso Inter – Scudetto in ghiaccio, ma Bodo spartiacque Champions: stasera imperativo remuntada

MILANO – Una gara che può segnare una stagione. Per quello che forse una settimana fa poteva sembrare un test o un allenamento, prassi o forse semplicemente impegno per far ruotar la rosa e far respirare a tutti cosa significhi calcio europeo, stavolta si appresa invece ad assumere connotati di un vero e proprio spartiacque stagionale. Inter-Bodo diventa una delle gare più importanti della stagione nerazzurra. Assolutamente crocevia. C’è da ribaltare il clamoroso tre a uno patito al Circolo Polare Artico, sei giorni fa, in Norvegia. Una gara d’andata con cui il piccolo grande Bodo ha spedito al resto del Continente un messaggio forte e chiaro: anno dopo anno, da Conference all’EL fino alla fase ad eliminazione diretta della Champions, lassù fanno sul serio. Uno dei progetti più straordinari e sorprendenti dell’ultimo decennio di Vecchio Continente calcistico, che adesso ambisce al colpo più grande: eliminare la precedente finalista ed una delle grandi favorite. L’Inter. E sono ore particolari alla Pinetina, una vigilia che ricorda molto Madrid di due anni fa, per mille sfumature. Chivu ha sostanzialmente messo in cassaforte lo Scudetto, tracciando in inverno come ambito e pianificato quel solco che con ogni probabilità a fine stagione risulterà decisivo: +10 dal Milan. Come due anni fa, quando l’Inter di Inzaghi stravinse il campionato con una dose di punti di vantaggio quasi da record, contesto che suggeriva comodamente come sarebbe stato più semplice poter ambire alla conquista europea, in primavera. Invece, la rigorata di Madrid annientò quell’ambizione e la banda Inzaghi si dovette “accontentare” della seconda stella. L’anno scorso l’assalto alla Champions, ma in un anno in cui quel primato era tutt’altro che in cassaforte e nel testa a testa finale quella vecchia volpe di Conte la fece franca, alla fine. Ecco perché quest’anno, forse come due anni fa, si potrebbe tornare a spingere in Europa, gestendo energie e risorse su un campionato sul quale Chivu ha messo ormai entrambe le mani. Per farlo, non ci sono scelte: ribaltare ed eliminare il Bodo. Si parte dal 3-1 dell’andata: con meno di due gol di scarto non si fa ai supplementari. Pubblico delle grandi occasioni stasera a San Siro, ma pressione tutta nerazzurra. Il giovane Bodo prepara la resistenza e sogna il colpo più grosso della sua storia. Non c’è ancora Calhanoglu, che tornerà solo weekend prossimo. Come Lautaro, vittima del gelo e del sintetico dell’andata, sarà ancora ai box; dopo mesi si rivede finalmente Denzel Dumfries, sì, ma soltanto dalla panchina. Insidie, ostacoli, pressione. C’è Pio con Thuram: sbloccarla subito potrebbe facilitare. Tutto in novanta minuti. Con meno di due gol di scarto non si vede mezzo supplementare, si va a casa. E sarebbe peccato enorme, proprio nella competizione dove l’orgoglio interista punta a spazzar via quella ferita, quel 0-5 bavarese, dell’ultima finale. Uscire sarebbe clamoroso. E farebbe rumore, oltre che peccato. E’ troppo presto, comunque. Lo sanno tutti. A questo punto, visto che l’appetito vien mangiando, restando col solo campionato (per carità, anche Coppa Italia) sarebbe delittuoso.