Dopo la sentenza del tribunale del lavoro che parla di assenza dei requisiti
ROMA – La commissione trasparenza del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Massimiliano Valeriani, si è riunita oggi per un approfondimento sulla procedura di nomina di Massimo La Pietra, direttore regionale Emergenza, protezione civile e Nue 112. Le ragioni dell’audizione sono state spiegate dallo stesso presidente Valeriani: “Nel gennaio scorso, una sentenza del tribunale del lavoro di Roma, a seguito di un ricorso di uno dei partecipanti alla selezione per il posto da direttore, pur rigettando il ricorso stesso, ha messo in evidenza la mancanza di titoli da parte di La Pietra”.
Secondo quanto scritto nella sentenza, come riferito da Valeriani, mancherebbe l’esperienza dirigenziale di almeno cinque anni in enti pubblici o privati: “La Pietra ha avuto tre incarichi annuali da dirigente dalla presidenza del Consiglio, ma il ruolo ricoperto nella Croce rossa – che il giudice non ritiene comunque né una pubblica amministrazione né un’azienda, ma un’associazione di volontariato, come riferito dalla stessa Croce rossa sarebbe da funzionario”.
“Questa sentenza – ha sottolineato Valeriani – apre diversi problemi. Siamo di fronte a un possibile danno erariale? Gli atti firmati da La Pietra rischiano di essere viziati e dunque potrebbero essere dichiarati illegittimi? Avevamo invitato sia il presidente della Regione Francesco Rocca, che l’assessora al Personale Luisa Regimenti, mi dispiace della loro assenza”.
Un’assenza giudicata grave dai consiglieri dell’opposizione intervenuti – Mario Ciarla e Emanuela Droghei (Pd), Marietta Tidei (Iv) che hanno parlato di “mancanza di rispetto inaccettabile” e hanno prospettato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti sulla vicenda. Tidei ha anche messo in evidenza che non si tratta della prima sentenza sulle nomine dei direttori, visto che in un altro caso la Regione è stata condannata al pagamento di 225mila euro al ricorrente.
Per l’amministrazione è intervenuto Luigi Ferdinando Nazzaro, direttore regionale Personale, enti locali e sicurezza: “La procedura seguita dall’amministrazione è stata corretta – ha spiegato – nel corso della valutazione la commissione ha anche chiesto chiarimenti alla Croce rossa sulle dichiarazioni rese da La Pietra, la risposta è stata che ha diretto una struttura complessa. Si tratta comunque di una sentenza di primo grado, dovremo valutare insieme all’avvocatura come procedere”.
Secondo Valeriani nella risposta della Croce rossa, al contrario, viene confermato che La Pietra ha svolto un ruolo da funzionario e non da quadro, sia pur con un ruolo di responsabilità. Tidei ha parlato di rischio di “far piombare l’amministrazione nella confusione più totale, il giudice parla di valutazioni palesemente irragionevoli, di punteggi attribuiti in modo incoerente. Non si tratta di un errore tecnico ma di un metodo vero e proprio”.
Secondo Ciarla “la Regione farebbe bene a rimuovere La Pietra. Presidente e Giunta stanno sottovalutando la situazione”.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Daniele Sabatini (FdI) “è stato giusto convocare la commissione, ma non capisco le accuse nei confronti della Giunta, qui si parla di questioni amministrative, giusto che intervengano i tecnici per dare spiegazioni. Si tratta solo di una sentenza di primo grado, attendiamo che sia compiuto tutto l’iter giurisdizionale, ma va messo in evidenza che comunque la Regione ha vinto la causa”.

