I precedenti, nemmeno a dirlo, stavolta sono proprio strazianti. Perché stroncherebbero ogni speranza. Ciononostante, quell’Italrugby di Quesada che di progressi ne ha fatti tanti e di coraggio ne ha mostrato da vendere, ci vuole provare. Decolla il Sei Nazioni 2026 con la quarta giornata, un quarto turno che arriva proprio questo weekend e descrive la nostra nazionale rientrare tra le mura domestiche, quelle dell’Olimpico. Già, quelle dove meno di un mese fa il popolo azzurro soffiava dietro ai ragazzi, col successo storico sulla Scozia. Stavolta l’avversario è di livello ancor più grande, forse quasi proibitivo: quantomeno ascoltando la cabala, 32 precedenti ufficiali e altrettante sconfitte. Per questo, senza mascherare la realtà, la prospettiva di una terza sconfitta consecutiva dopo i rimpianti irlandesi e la lezione francese è tremendamente concreta. Ma Quesada ed i suoi vogliono indubbiamente spingere, provarci. Si fa capire al resto del Continente cos’è l’Italia del rugby anche da queste sfide qui. Le ultime sono buone e si parla di ritorni: c’è Varney, ma soprattutto riabbracciamo Nacho Brex e Tommaso Allan. Ancora niente da fare purtroppo per Capuozzo, ma in mischia torna un tallonatore come Lucchesi; sul resto, solo conferme, si prosegue coi convocati che hanno fatto sognare con la Scozia e che hanno condotto le sfide con Francia e Irlanda. Adesso l’Inghilterra: forse proibitiva, ma si diventa grandi anche così. Tutto esaurito all’Olimpico, si parte alle 17.40.

