Sono giorni ed ore terrificanti per la geopolitica internazionale, per tutto quello che sta succedendo di nuovo in Medio Oriente. Il contrattacco dell’Iran ed il lancio di droni verso Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti avrà conseguenze evidentemente anche su temi più leggeri, come lo sport. Conseguenza che andiamo a descrivere in queste righe. Al centro c’è senz’altro la Formula Uno, con la stagione 2026 (peraltro molto attesa, grosse novità col cambio di regolamento all’immediato orizzonte) che aprirà i battenti prossimo fine settimana in Australia. Ma come noto, tra i primi GP stagionali che seguiranno l’apertura australiana, ci sono ormai in pianta stabile piste mediorientali. E quindi inevitabile che sarebbe dovuta intervenire la FIA, con un comunicato direttamente del presidente Ben Sulayem diramato sui propri canali social:“Come presidente della FIA, i miei pensieri vanno a tutti coloro che sono stati colpiti dai recenti eventi in Medio Oriente. Siamo profondamente rattristati dalla perdita di vite, e sosteniamo le famiglie e le comunità colpite – e ancora –In questo momento di incertezza, speriamo che torni presto la calma, la sicurezza e la stabilità. Il dialogo e la protezione dei civili dev’essere la priorità. Siamo in stretto contatto con i nostri membri, i promotori del campionato, le squadre e tutti i colleghi sul campo mentre continuiamo a monitorare gli sviluppi con attenzione e responsabilità. La sicurezza è il benessere di tutti guideranno la nostra decisione riguardo i prossimi eventi del World Endurance Championship e della Formula 1. La nostra organizzazione si fonda sull’unità e su obiettivi condivisi. Questa unità conta oggi più che mai”. Al centro dell’interesse c’è naturalmente il doppio GP d’aprile: il primo previsto in Barhein il 10/12, il secondo in Arabia dal 17 al 19.

