ROMA – Non sarebbe un semplice caso di omicidio stradale, ma un’ipotesi ben più grave quella contestata dalla Procura di Roma per il drammatico incidente avvenuto in via Collatina, costato la vita a Patrizia Capraro, al marito Giovanni Battista Ardovini e al figlio Alessio. La pm Giulia Guccione ha infatti qualificato i fatti come omicidio con dolo eventuale, un reato che prevede pene decisamente più pesanti.
Se l’impostazione accusatoria dovesse essere confermata, i tre uomini a bordo dell’auto in fuga – Ramiro Julian Romero, 24 anni, argentino, alla guida della Toyota Yaris, insieme a Marcelo Ignacio Vasquez Ancacura, 28 anni, cileno, e Alver Suniga, 32 anni, cubano – rischierebbero una condanna superiore ai 20 anni di reclusione. Le singole responsabilità saranno valutate nel dettaglio: Romero, secondo quanto emerso, avrebbe precedenti per maltrattamenti e furto in abitazione, mentre gli altri due risultavano incensurati prima della tragedia. L’auto coinvolta sarebbe stata presa a noleggio.
Nelle prossime ore i magistrati affideranno l’incarico per l’autopsia sulle tre vittime, mentre si attendono i risultati degli esami tossicologici sui fermati. Fondamentale per ricostruire quanto accaduto sarebbe stato il filmato registrato dalla dashcam installata sulla volante della polizia, che ha documentato l’inseguimento protrattosi per circa sei chilometri.
Intanto il quartiere Casetta Mistica, dove la famiglia Ardovini risiedeva, resta profondamente scosso. Alessio viene ricordato come un ragazzo educato e benvoluto da tutti. Lavorava in un ristorante McDonald’s di Roma Est; l’azienda ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio, manifestando vicinanza ai familiari per la perdita del giovane collega e dei suoi genitori.
Danilo Ardovini, unico superstite della famiglia, ha chiesto attraverso una nota il massimo rispetto per la riservatezza in questo momento di dolore. Il giovane, maestro di arti marziali, ha ringraziato per l’affetto e la solidarietà ricevuti, confidando nella sensibilità di tutti.

