Guerra in Medioriente e conseguenze sportive: per l’Iran niente Mondiale d’America?
Cronaca, Sport
5 Marzo 2026
Guerra in Medioriente e conseguenze sportive: per l’Iran niente Mondiale d’America?

Non può chiaramente esser l’argomento dominante. Mai. Per quello che si sta vivendo in Medioriente, per news che ora dopo ora demoliscono un Paese e stordiscono il resto del Pianeta. C’è Teheran e c’è l’Iran al centro di tutto, tra gli attacchi di Trump e Isreale e quei droni di risposta che minacciano tutto il Golfo Persico.

 

In un contesto del genere, era doveroso specificarlo, anche argomenti più leggeri come lo sport, in questo caso il calcio, vengono dopo. Anche se il calcio, in questo caso un Mondiale, può significare spensieratezza, sollievo, a volte anche speranza e spirito di rivalsa, per interi popoli.

 

Al centro del dibattito FIFA di questi giorni c’è la partecipazione iridata dell’Iran ai Mondiali.. d’America. Già, perché a giugno la massima competizione planetaria sarà ospitata a cavallo tra Canada, Messico e proprio Stati Uniti. Drammatico scherzo del destino. Dalla Federazione iraniana giunge pessimismo, a Trump stesso è stato chiesto cosa ne pensasse: risposta sarcastica, “in questo momento non me ne importa nulla”. Fanno specie e fanno pensare in questo contesto le dichiarazioni riportate da Taremi, vecchia conoscenza del mondo interista e punta di diamante della nazionale iraniana, che ha spiegato come sia pronto a scendere in campo, sì, ma con l’elmetto e per la guerra, altro che per il Mondiale.

 

Le prossime settimane saranno decisive anche in questo senso. Al posto dell’Iran, che ha strappato l’accesso all’edizione 2026 attraverso le qualificazioni, può spuntare la nazionale degli Emirati Arabi Uniti, che chiusero terzi nel girone eliminatorio finale; l’alternativa è l’Iraq, unica rappresentante asiatica agli spareggi intercontinentali di fine mese. Una cosa è certa: qualsiasi nazionale sostitutiva dovrà comunque provenire dall’Asia.