Iran, Trump avanti tutta: “Teheran vuole accordo ma è troppo tardi”
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5 Marzo 2026
Iran, Trump avanti tutta: “Teheran vuole accordo ma è troppo tardi”

(Adnkronos) – “L’Iran ha chiamato per fare un accordo. E’ un po’ tardi…”. Donald Trump riceve Leo Messi e l’Inter Miami alla Casa Bianca e mentre premia i campioni della MLS fa il punto sulla guerra che gli Stati Uniti e Israele stanno conducendo contro l’Iran.

“Gli Stati Uniti continuano a demolire totalmente il nemico, siamo in anticipo rispetto al programma, a livelli mai visti. Stiamo distruggendo la capacità di lanciare missili e droni, abbiamo colpito circa il 60%. La loro Marina è andata, 24 navi in 3 giorni sono state distrutte. Non hanno aviazione, non hanno difesa aerea. Le loro comunicazioni sono compromesse”, dice Trump in una scena a dir poco curiosa: il presidente americano snocciola gli aggiornamenti sull’operazione militare mentre Messi, a due passi, ascolta. Alle spalle di Trump, la squadra schierata assiste al comizio.

“Gli iraniani sono duri, vogliono combattere. Stanno chiamando per chiedere ‘come possiamo fare un accordo?’. E’ un po’ tardi, vogliamo combattere più di quanto lo vogliano loro”, svela Trump, ribadendo che l’operazione Furia Epica si fermerà solo quando la Casa Bianca riterrà di aver centrato gli obiettivi.

“Abbiamo avuto 47 anni di orrore” con questo regime. “Altri presidenti hanno convissuto con qualcosa che io non ho accettato. Esorto ancora la Guardia rivoluzionaria e la polizia a deporre le armi: accettate la totale immunità o preparatevi ad affrontare una morte certa. Per il popolo iraniano è il momento di farsi avanti e riprendersi il proprio paese dopo tanti anni, per l’Iran sta cominciando un grande futuro. I diplomatici iranianinel mondo devono chiedere asilo e aiutarci a creare il nuovo Iran, un paese con un grande futuro. Gli Stati Uniti si assicureranno che il paese, a prescindere da chi sarà alla guida, non sarà una minaccia per nessuno”, dice Trump.

Dopo l’apertura dedicata alla crisi internazionale, con passaggi sul prezzo del petrolio (“i prezzi caleranno”) e su Cuba (“il segretario Marco Rubio sta facendo un lavoro eccellente”), con disinvoltura il presidente volta pagina e passa a parlare di ‘soccer’. “Mio figlio oggi mi ha detto ‘papà, sai chi c’è oggi alla Casa Bianca?’… Ho risposto ‘No, ho un po’ di cose da fare in questo periodo’… C’è Leo Messi”, dice il presidente tra le risate generali. “Io ho visto giocare Pelé, sono un po’ vecchio. Chi è meglio, Messi o Pelè? Messi, sono d’accordo… Ma anche Pelè era forte…”.

La partecipazione di Trump all’evento con l’Inter Miami chiude un giornata caratterizzata da una lunga serie di interviste concesse dal presidente a diversi media americani. Le risposte servono a chiarire ulteriormente la linea degli Stati Uniti in relazione all’Iran e in particolare al futuro di Teheran. Il presidente degli Stati Uniti, in particolare, boccia la nomina del figlio dell’ayatollah Ali Khamenei a nuova guida suprema del paese. “Per me è inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran. Stanno sprecando il loro tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina”, dice Trump.

“Lavoreremo con il popolo e il regime per assicurarci che arrivi al potere qualcuno in grado di costruire un Iran migliore, ma senza armi nucleari”, aggiunge sottolineando che gli Usa aiuteranno a “fare la scelta giusta” perché vogliono evitare di avere un leader dell’Iran “che porterà a dover rifare tutto questo tra 10 anni”. Alla domanda su quanta influenza si aspetta di avere sulla futura leadership iraniana, Trump replica: “Avrò un grande impatto, altrimenti non ci sarà alcun accordo”.