ALLUMIERE – Riceviamo e pubblichiamo.
“Ad Allumiere abbiamo assistito ad una metamorfosi politica tanto rapida quanto inquietante: il sindaco Luigi Landi è passato, nel giro di poche settimane, da Don Camillo a Peppone.”
È quanto dichiara Alessio Sgriscia, coordinatore e capogruppo in Consiglio comunale di Fratelli d’Italia ad Allumiere, commentando la composizione della nuova giunta varata dal sindaco.
“Più che una giunta civica o moderata – prosegue Sgriscia – quella presentata da Landi sembra il direttivo della Casa del Popolo: una squadra con alcuni assessori espressamente comunisti e di sinistra estrema, lontana anni luce dai valori, dalla cultura politica e dalla visione del centrodestra che Landi ha più volte cercato di evocare in passato.”
Particolarmente grave, secondo Fratelli d’Italia, la scelta di conferire una delega assessorile a Francesca Scarin.
“Si tratta di una decisione vergognosa e inaccettabile – attacca Sgriscia – perché il sindaco ha deciso di premiare con un ulteriore incarico di governo proprio chi, si è resa protagonista di un post gravissimo che mistifica la tragedia delle foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, riproponendo la peggiore e più antistorica vulgata della sinistra comunista anti-italiana e filoslava.”
“Parole e posizioni – aggiunge – che rappresentano un insulto alla memoria dei nostri fratelli giuliano-dalmati, vittime della pulizia etnica titina, che offendono anche la dignità e la sensibilità della comunità di Allumiere .” “Parole e posizioni che risuonano oltraggiose, per quei liberi cittadini che hanno voluto deporre un fiore e dedicare un pensiero ai martiri italiani”-conclude infine.
Per Fratelli d’Italia la scelta del sindaco rappresenta uno spartiacque politico chiaro.
“Dopo un simile affronto – conclude Sgriscia – Luigi Landi non potrà più, in alcun modo e in alcuna sede, pretendere di rappresentare o richiamarsi ai valori, alla storia e agli ideali del centrodestra. I fatti parlano chiaro: la sua amministrazione ha scelto definitivamente di collocarsi dall’altra parte.”

