VITERBO – L’Università degli Studi della Tuscia conferma la propria traiettoria di crescita e consolidamento. Al 5 marzo 2026 gli studenti iscritti sono 9.254, rispetto agli 8.818 della stessa data dello scorso anno, con un incremento del +4,94%.
Un risultato particolarmente significativo, che consolida un andamento positivo già evidente nel confronto con l’anno accademico 2023/2024, rispetto al quale si registra una crescita del +3,9%. A rafforzare ulteriormente il quadro è l’aumento delle iscrizioni perfezionate (+4,96%), indicatore della solidità del dato e della qualità del processo di immatricolazione.
Magistrali in forte espansione. A trainare la crescita sono soprattutto le lauree magistrali, che registrano un incremento del +23,88% rispetto allo scorso anno, con un aumento complessivo di circa il +40% rispetto al 2023/2024.
Un dato che conferma la capacità dell’Ateneo di proporre percorsi di secondo livello altamente qualificati e pienamente coerenti con le trasformazioni economiche, sociali e ambientali in atto.
In particolare, si rafforza l’attrattività dei corsi legati alle scienze agroalimentari, all’economia circolare, alla sicurezza internazionale e ai diritti umani, nonché alle scienze marine e ambientali: ambiti strategici per la sostenibilità, la transizione ecologica e lo sviluppo dei territori.
“I risultati – dichiara la Rettrice Tiziana Laureti – sono motivo di grande soddisfazione per l’intera comunità accademica. La crescita delle iscrizioni, e in particolare l’espansione significativa delle lauree magistrali, conferma la qualità della nostra offerta formativa e la credibilità del percorso strategico che abbiamo intrapreso.
La crescita dell’Ateneo è strettamente connessa allo sviluppo del territorio: ogni studente che sceglie la Tuscia contribuisce ad arricchire il tessuto culturale, sociale ed economico della nostra comunità. Stiamo lavorando per rafforzare ulteriormente questa integrazione, investendo nella qualità della didattica, nei servizi, negli spazi e nelle opportunità di vita universitaria, affinché Viterbo sia sempre più riconosciuta come una città universitaria a misura di studente, capace di coniugare qualità della vita, innovazione e identità territoriale”.
Le iscrizioni al primo anno delle lauree triennali si mantengono stabili e solide, confermando la capacità dell’Università della Tuscia di presidiare in modo efficace l’accesso alla formazione universitaria.
Tra i corsi triennali in maggiore crescita figurano Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, Scienze Agrarie e Ambientali, Design, Tecniche per la Bioedilizia, Scienze Forestali e Ambientali e Scienze dell’Educazione. Percorsi che intercettano nuove sensibilità culturali e nuove prospettive professionali, a conferma della capacità dell’Ateneo di innovare e rispondere ai bisogni della società.
Un Ateneo sempre più nazionale e internazionale. Si amplia in modo significativo il bacino di provenienza degli studenti. L’Università degli Studi della Tuscia conferma il proprio forte radicamento nel Lazio, da cui proviene il 64,5% degli iscritti, e rafforza al contempo la capacità di attrarre studenti da altre regioni italiane, in particolare da Puglia, Campania, Toscana, Abruzzo e Calabria.
“La crescente attrattività nei confronti di altre regioni italiane dimostra che l’Università degli Studi della Tuscia è percepita come un Ateneo dinamico, affidabile e capace di innovare. Ma questo risultato ha anche un valore più profondo – conclude la Rettrice – conferma il ruolo di Viterbo come città universitaria sempre più viva, accogliente e proiettata verso il futuro”.
Cresce inoltre la dimensione internazionale: gli studenti esteri rappresentano oggi il 7,75% del totale, in aumento rispetto allo scorso anno.
Parallelamente si consolida il ruolo dell’Ateneo come punto di riferimento per il territorio viterbese, con un incremento della percentuale di studenti residenti nella provincia.
L’insieme dei dati restituisce l’immagine di un’Università capace di coniugare radicamento territoriale, apertura nazionale e proiezione internazionale, rafforzando il proprio ruolo strategico nel sistema universitario italiano.


