SIENA – Alla fine, ogni pronostico è stato effettivamente rispettato. Pronostico che sussurrava, ha sempre sussurrato, il campionissimo del ciclismo mondiale di questi tempi. Il campione d’Europa ma soprattutto proprio del Mondo in carica. Tadej Pogacar brinda al meglio il nuovo anno prendendosi di nuovo le Strade Bianche.
Vinta pure l’edizione 2026, che significa già storia. Storia nella storia. Quella di un campionissimo che anche in questa competizione ormai vola da solo abbattendo ogni record: quarto successo, il terzo consecutivo, nessuno come lui. Nessuno come lui prima d’ora: staccato Cancellara, nell’albo d’oro delle Strade Bianche il suo nome da oggi in poi comparirà davanti a tutti.
Un’edizione in cui a dir la verità c’è stato qualcuno che ha provato a stargli dietro: parliamo del giovane gioiellino francese Seixas, con un duello a 80 chilometri che ha infiammato folla, tifosi, ambiente e addetti ai lavori. Un brivido perdurato poco, però: perché di lì a poco staccherà, decollerà in volata e chiuderà tanto per cambiare ed ancora una volta in solitaria a Piazza del Campo, dove l’Italia tributerà il più caloroso tripudio ad un campione generazionale.
Semplicemente mostruoso. Siena impazzita: la standing ovation, sportiva, è doverosa. Vince in Toscana, scrive storia e brinda al meglio l’anno nuovo. Al terzo posto chiuderà Del Toro, ma è stata egemonia slovena, ancora una volta. L’Italia del ciclismo si inchina ad uno dei più grandi di sempre.

