“Viterbo 2036”: presentata la rivoluzione del PUMS. Meno auto, più sicurezza e un “freno” ai mezzi pesanti in centro
Cronaca
7 Marzo 2026
“Viterbo 2036”: presentata la rivoluzione del PUMS. Meno auto, più sicurezza e un “freno” ai mezzi pesanti in centro
Presentati a Palazzo dei Priori i risultati del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Un progetto decennale che punta su tecnologia, zone 30 e un rivoluzionario hub logistico per liberare il centro storico. Ora 60 giorni per le osservazioni dei cittadini

VITERBO – Una città pensata nel Medioevo che prova finalmente a dialogare con il futuro. È questa l’estrema sintesi della presentazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), svoltasi oggi al piano terra di Palazzo dei Priori. Un lavoro iniziato due anni fa e che oggi entra nella sua fase operativa con l’adozione in Giunta.

Una rottura col passato: stop agli interventi “spot”

La Sindaca Chiara Frontini è stata chiara: il PUMS non è un semplice adempimento burocratico (non sarebbe nemmeno obbligatorio per un comune sotto i 100mila abitanti), ma una scelta politica precisa. “Non affronteremo più il tema della viabilità con interventi scollegati, come la rotonda del cimitero, che possono avere ricadute negative a catena” ha dichiarato, sottolineando come il piano abbia già permesso di sbloccare fondi vitali per i nuovi bus elettrici.

L’Assessore alla mobilità, Emanuele Aronne, ha rincarato la dose, evidenziando il vuoto statistico colmato: “Siamo partiti da zero, posizionando telecamere per studiare i flussi. Il PUMS ci impedirà di commettere i macro-errori del passato effettuati senza una base scientifica”.

I numeri della sfida: il “caso” motorizzazione

I dati emersi dalle indagini tecniche (curate da TPS Pro) fotografano una situazione critica ma con grandi margini di miglioramento:

  • Tasso di motorizzazione: 0,776. Un dato altissimo, che indica quasi un’auto per ogni abitante.

  • Spostamenti brevi: Il 76% dei tragitti motorizzati dura meno di 30 minuti.

  • Città compatta: La conformazione di Viterbo è ideale per la mobilità dolce, ma manca l’infrastruttura.

I pilastri del piano: Hub Logistico, Zone 30 e Sicurezza

Tra le novità più rilevanti spicca il nodo logistico per l’ultimo miglio. L’obiettivo è impedire ai mezzi pesanti di varcare le mura cittadine per il carico/scarico, proteggendo la fragile pavimentazione storica. Il Comune metterà a disposizione i fondi per i mezzi di collegamento idonei tra l’hub e il centro.

Sul fronte della sicurezza e dell’ambiente:

  1. Zone 30 e 20: Verranno implementate per abbattere il rischio di incidenti. Il Comandante della Polizia Locale, Mauro Vinciotti, ha ricordato che il numero di incidenti è stabile e non cala: “Una città più accessibile per i pedoni è una città più sicura”.

  2. Semafori Intelligenti: Nuovi impianti per fluidificare il traffico e risparmiare sui 70mila euro annui di costi energetici attuali.

  3. Monitoraggio dell’aria: 12 paline per rilevare l’inquinamento, collocate strategicamente vicino alle scuole.

Parcheggi e Intermodalità: il nodo di via San Biele

Il piano non dimentica le infrastrutture. L’amministrazione punta a potenziare i parcheggi nella zona sud, storicamente carente, con il recupero dei fondi del 2016 per l’area di via San Biele dove è previsto un multipiano di circa 300 posti auto. Fondamentale sarà anche il dialogo tra treni e autobus, per ottimizzare le corse e coprire le linee oggi più deboli.

La parola ai cittadini: 60 giorni per le osservazioni

Il PUMS non è un dogma calato dall’alto. Da oggi si apre una finestra di 60 giorni durante la quale chiunque potrà inviare osservazioni ufficiali via PEC. L’invito dell’Assessore Aronne è però alla serietà: “Chiediamo onestà intellettuale: leggete i documenti sul sito del Comune prima di criticare. Ragioneremo su ciò che è proficuo per la collettività, non per il singolo individuo”. (A questo link la pagina del Comune di Viterbo dedicata al PUMS).

Il cronoprogramma è a lungo termine (10 anni), diviso in tre fasi:

  • 0-3 anni: Risultati rapidi (quick wins) e misure abilitanti.

  • 4-6 anni: Consolidamento della rete ciclabile (Biciplan) e dell’intermodalità.

  • 7-10 anni: Completamento del sistema.

“La nostra città è stata pensata nel medioevo – ha poi aggiunto il comandate della polizia locale Mauro Vinciotti, “responsabile” della mobilità urbana – Un periodo dove ovviamente non si poteva tenere conto della mobilità su ruote. Non pretendiamo che il PUMS sia la panacea di tutti i mali, ma ci permetterà di fare scelte più consapevoli e lungimiranti”.

Viterbo si prepara a cambiare volto. Il percorso è tracciato, ora tocca alla città decidere quanto velocemente percorrerlo.