CIVITAVECCHIA – Se il tema dominante di questi tempi tra Pincio e tutta la città verte tutto sulla preoccupazione Biodigestore, tra proteste ed infuocati confronti, il Comune di Civitavecchia mette intanto a punto una mossa che potrebbe esser in qualche modo correlata, che possa fungere da alternativa come paventato da molti nelle ultime ore alle gestione dei rifiuti e che possa soprattutto placare a livello di opinione pubblica le rivolte contro lo stesso dominante Biodigestore.
Con l’ultima determinazione dirigenziale numero 57 approvata al Pincio, è partito a tutti gli effetti politici il progetto di fattibilità di un impianto di compostaggio aerobico da circa 5 mila tonnellate di rifiuti in località Poggio Sopraelevato. Una prima mossa per lanciar gli uffici tecnici del Comune verso i passaggio successivi. Il progetto, realizzato anche questo dall’ingegnere Girardi, costerà un totale di quasi 4 milioni ed ottomila euro. Per una spesa per la quale il Comune non si rivolgerà a privati bensì a finanziamenti esterni e bandi di gara.
Nel dettaglio, si legge “Un impianto rispettoso dell’ambiente e dimensionato sulle esigenze del territorio. Nell’impianto prevista la gestione di rifiuti organici, biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti, uffici, attività all’ingrosso, mense, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e rifiuti equiparabili prodotti dagli impianti dell’industria alimentare”.
Già. Servirà esclusivamente la città, a dispetto del maxi-biodigestore dalle 120 tonnellate che territorio e tutto il designato comprensorio scaricherebbero su Civitavecchia: “La nostra scelta punta sulla qualità ambientale e sulla giusta dimensione per il territorio. Così rispondiamo alle lobby dei rifiuti: con soluzioni concrete, sostenibili e utili alla città” esprimerà sui social l’assessore all’ambiente Stefano Giannini.


