FORMELLO (ROMA) – Piove, anzi grandina, sul bagnato. In casa Lazio ore di tristezza tecnica e calcistica anche tra i pali: Provedel è costretto ad operarsi, con ogni probabilità la sua stagione è già finita. Un infortunio che ha abbastanza del clamoroso, anche per come è stato gestito, soprattutto in gran segreto. Nessuno sapeva nulla, da Formello tutto blindato, ma il portiere biancoceleste sentiva forte dolore alla spalla già dalla gara con la Juventus. Un problema che ha attanagliato Ivan per tutte le ultime settimane: giocava, sì, ma andava avanti ad infiltrazioni. E’ stato fatto arrivare alla semifinale di Coppa Italia: risultato per come s’era messa negativo, beffa finale, a Bergamo difficile strappar colpo grosso e qualificazione, fra un mese. E se per tagliar la testa al toro c’era bisogno d’operarsi, meglio farlo ora, visto che a dispetto del match di ritorno d’aprile in casa Dea, la stagione non è che abbia così tanto da raccontare. Perciò tagliata la testa del toro e decisione presa: Provedel si opera. Ufficiale: “Nel pomeriggio odierno, a seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue – si leggerà nella nota diramata in tarda serata del sabato dal club biancoceleste – Nella giornata di ieri, il calciatore Ivan Provedel, a seguito del persistere della sintomatologia dolorosa alla spalla riconducibile a un precedente trauma di gioco, è stato sottoposto ad esami strumentali di approfondimento. La risonanza magnetica, effettuata presso la clinica Villa Mafalda, ha evidenziato una lesione del legamento gleno-omerale associata a interessamento del cercine glenoideo. Nei prossimi giorni l’atleta sarà sottoposto a intervento di stabilizzazione artroscopica della spalla”. Dunque, almeno un mese dall’operazione a riposo, più lenta e progressiva ripresa. Non si forzerà, forse soltanto in caso di colpo a Bergamo e clamorosa finale da giocare a maggio. La sua stagione con ogni probabilità sarà già finita. Per costruire il futuro toccherà a Motta. Ma qualche rimpianto, cessione di Motta alla mano, sovverrà in casa Fabiani. L’ennesimo.

